Il Ciancialone 2026 in forma ridotta a causa delle frane

Un momento dell’allestimento del Ciancialone.

 

Ieri sera il borgo antico di Silvi Paese è tornato ad illuminarsi con il fuoco del Ciancialone, uno dei riti più sentiti e identitari della tradizione abruzzese. La storica accensione del grande fascio di canne, legata alla festa di San Leone, patrono del paese, si è svolta però in una forma ridotta rispetto al passato, a causa delle persistenti criticità legate alla viabilità che da mesi interessano il centro storico di Silvi Paese.

Nonostante le difficoltà, la comunità ha scelto di non rinunciare all’appuntamento simbolo della propria memoria collettiva. Il Ciancialone, tradizione che affonda le sue radici tra storia e leggenda popolare, rievoca la cacciata dei saraceni dal borgo grazie al coraggio del giovane Leone, divenuto poi simbolo della devozione cittadina. Ancora oggi il grande falò rappresenta un momento di unione, partecipazione e appartenenza per residenti e visitatori.

Quest’anno, però, il clima è stato inevitabilmente diverso. I problemi legati alla viabilità e all’accesso al borgo hanno imposto misure organizzative più contenute, con una festa ridimensionata per motivi di sicurezza e gestione dei flussi. Una scelta sofferta ma necessaria, che non cancella però il valore della manifestazione né l’attaccamento dei silvaroli alla loro tradizione più antica.

Tra le strette vie del paese alto, l’attesa si toccava con mano. L’accensione del Ciancialone continua ad essere il cuore della festa di San Leone e un simbolo di resilienza per un borgo che, anche nei momenti complicati, prova a difendere la propria identità culturale e popolare.