

Da Roseto degli Abruzzi agli abissi delle Maldive. Dietro una delle più complesse operazioni di recupero subacqueo degli ultimi anni c'è la regia della DAN Europe, organizzazione internazionale leader nella sicurezza subacquea che ha il proprio quartier generale nella città adriatica. È stata infatti la DAN Europe a coordinare la delicata missione che ha portato al recupero dei corpi di quattro dei cinque sub italiani tragicamente deceduti in una grotta sommersa dell’atollo di Vaavu, alle Maldive. Un intervento estremamente rischioso che ha consentito anche di raccogliere elementi fondamentali per aiutare gli
investigatori a ricostruire le cause dell’incidente. Per portare a termine l’operazione, la struttura rosetana ha chiamato in campo tre tra i più esperti speleosub del mondo: i finlandesi Sami Paakkarinen, Patrik Grönqvist e Jenni Westerlund. Professionisti abituati a muoversi in ambienti estremi, tra grotte sommerse, relitti profondi e recuperi considerati impossibili dalla maggior parte dei subacquei. La scelta del team non è stata casuale. Paakkarinen e Grönqvist sono noti a livello internazionale per aver partecipato a missioni di recupero ad altissimo rischio e per essere stati
protagonisti del documentario " Diving into the Unknown", dedicato a una drammatica spedizione in Norvegia. Westerlund, invece, ha fatto parte del gruppo che contribuì al salvataggio dei dodici ragazzi rimasti intrappolati nella grotta thailandese di Tham Luang nel 2018. Ma il vero dato che emerge da questa vicenda è il ruolo sempre più strategico svolto dalla DAN Europe. Natadall’intuizione del professor Alessandro Marroni e sviluppata grazie anche al contributo dell’archeologa subacquea Filomena Nuccia De Angelis, l’organizzazione è diventata nel tempo un punto di riferimento mondiale per l’assistenza, la ricerca scientifica e la gestione delle emergenze legate alle immersioni. Da Roseto vengono coordinate attività che coinvolgono professionisti, medici e specialisti in ogni angolo del pianeta. Una realtà che opera spesso lontano dai riflettori ma che, nei momenti più difficili, dimostra tutta la propria importanza. Anche in questa occasione, quando è stato necessario affrontare una missione che sembrava impossibile, la risposta è partita dall'Abruzzo. E più precisamente da Roseto degli Abruzzi, dove ha sede una delle eccellenze
mondiali della sicurezza subacquea.
