C’è chi davanti casa sogna un giardino fiorito, chi una vista sul mare e chi un tranquillo marciapiede libero da ostacoli. Poi c’è chi vive all’angolo tra la Statale 16 Adriatica e Viale De Gasperi e, senza averlo chiesto, si ritrova proprietario della casa più “servita” di Roseto. Una sorta di esposizione permanente di pubblica utilità a cielo aperto, dove ogni ente sembra aver trovato il luogo ideale per collocare strutture, impianti e arredi urbani. Del resto, perché cercare altrove quando c’è già un marciapiede che assomiglia a un catalogo completo dei servizi cittadini? La lista è lunga e merita di essere letta tutta. Si parte con un altissimo palo che sostiene un filo volante. Poco più in là compare un cartello stradale. Seguono la casetta dell’energia elettrica, una piattaforma ormai inutilizzata che un tempo reggeva un palo pubblicitario e che nessuno ha mai pensato di rimuovere, una bacheca per manifesti funebri e un cestino per i rifiuti. Non basta. Sullo stesso tratto di marciapiede trova posto anche un parcheggio per monopattini a noleggio. E come ultimo arrivato ecco spuntare una colonnina per la ricarica dei mezzi elettrici, simbolo della mobilità del futuro che va ad aggiungersi a un paesaggio urbano già particolarmente affollato. A completare l’opera ci sono la fermata degli autobus e la relativa panchina. Manca forse soltanto un ufficio postale in miniatura e poi il campionario potrebbe dirsi davvero completo. L’ironia, tuttavia, lascia presto spazio a una riflessione più seria. Perché se è giusto dotare la città di servizi e infrastrutture, è altrettanto giusto chiedersi se la loro collocazione rispetti criteri di equilibrio, decoro e buon senso. Possibile che tutto debba concentrarsi nello stesso punto? Possibile che il marciapiede davanti a una sola abitazione debba trasformarsi in una sorta di deposito permanente di strutture pubbliche? Domande che i proprietari dell’immobile si pongono da tempo e che meritano una risposta. Perché la sensazione è che, negli anni, ogni nuova esigenza abbia trovato la soluzione più semplice: aggiungere un altro elemento lì dove ce n’erano già tanti. Così quella che dovrebbe essere una normale abitazione è diventata, suo malgrado, il simbolo di una pianificazione urbana che sembra aver dimenticato una parola fondamentale: misura. E mentre i servizi aumentano, resta il dubbio che a pagare il prezzo più alto siano sempre gli stessi cittadini.
La casa dei record: a Roseto tutti i servizi passano da qui

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