Se Roseto degli Abruzzi vuole davvero guardare al futuro, una delle opere strategiche da mettere al centro dell’agenda delle prossime amministrazioni è senza dubbio la realizzazione della strada pedecollinare. Un’infrastruttura pensata per collegare la città lungo il versante ovest, alleggerendo il traffico che ogni giorno soffoca la Statale 16 Adriatica e gran parte della viabilità urbana. L’idea non è nuova. Le sue origini risalgono agli anni Settanta, quando l’allora amministrazione comunale guidata dai socialisti avviò una serie di interventi urbanistici innovativi, tra cui il collegamento tra il centro cittadino e il nascente quartiere di Campo a Mare. Quel progetto avrebbe dovuto rappresentare soltanto il primo tratto di una strada destinata a proseguire ai piedi della collina fino alla zona del Borsacchio, creando una vera e propria variante interna al traffico cittadino. La
mancanza di risorse economiche impedì però il completamento dell’opera. Da allora la viabilità si è fermata all’altezza di via Piave, una strada stretta e non progettata per sostenere gli elevati flussi di traffico che ogni giorno la attraversano. A distanza di oltre cinquant’anni, la necessità di una soluzione alternativa appare ancora più evidente. La crescita della città e l’aumento della mobilità rendono indispensabile una nuova arteria capace di distribuire meglio i flussi veicolari e migliorare la qualità della circolazione. Secondo le ipotesi progettuali elaborate nel corso degli anni, la nuova pedecollinare dovrebbe svilupparsi alle spalle delle tre fornaci dismesse, creando un collegamento strategico nella parte interna della città. Un intervento che consentirebbe di ridurre la pressione sulle principali strade urbane e di aprire nuove prospettive di sviluppo per le aree a ridosso della collina. L’opera avrebbe naturalmente costi importanti e richiederebbe un’attenta pianificazione, anche alla luce delle abitazioni sorte nel tempo lungo il possibile tracciato. Tuttavia i benefici in termini di mobilità, vivibilità e attrattività turistica potrebbero risultare determinanti per il futuro di Roseto. Il reperimento delle risorse potrebbe oggi essere meno complesso rispetto al passato grazie ai fondi nazionali ed europei destinati alle infrastrutture. Non si esclude inoltre il coinvolgimento di soggetti privati interessati allo sviluppo delle aree attraversate dalla futura strada, comprese quelle delle fornaci dismesse, da anni al centro di ipotesi di riqualificazione urbanistica. Gli studi preliminari esistono già, anche se necessitano di essere aggiornati. Restano da affrontare alcune criticità legate alla conformazione del territorio, che potrebbero richiedere la realizzazione di gallerie o viadotti per superare i dislivelli più complessi. La sfida sarà trovare il giusto equilibrio tra sviluppo e tutela del
territorio. Perché una grande infrastruttura può rappresentare un’opportunità straordinaria soltanto se progettata nel pieno rispetto dell’ambiente e con l’obiettivo di migliorare concretamente la qualità della vita della collettività. La pedecollinare non è soltanto una strada. È una visione di città. Una scelta che potrebbe cambiare il volto di Roseto per i prossimi decenni.
