
TERAMO – Dura presa di posizione del Partito Democratico della provincia di Teramo dopo l’approvazione, da parte del Consiglio regionale d’Abruzzo, della riforma del Servizio Idrico Integrato. I democratici ribadiscono la loro contrarietà al provvedimento, sostenendo che la gestione idrica teramana rappresenti un modello virtuoso e non una criticità da correggere.Nel mirino finiscono le dichiarazioni del presidente della Regione Marco Marsilio, che in aula avrebbe parlato di un sistema abruzzese fallimentare nella gestione dell’acqua. Per il Pd, tuttavia, Teramo non può essere accomunata ad altre realtà regionali. “Ruzzo Reti – sottolineano – ha risanato i conti, migliorato i servizi, contenuto le perdite di rete tra le più basse d’Italia e mantenuto tariffe inferiori alla media nazionale”. Pur dichiarandosi favorevoli a una razionalizzazione del sistema regionale, i democratici ritengono che la riforma non tuteli adeguatamente le esperienze amministrative che funzionano e temono possibili aperture future ai privati nella gestione del servizio idrico.Pieno sostegno viene espresso ai consiglieri regionali del centrosinistra Dino Pepe, Sandro Mariani e Giovanni Cavallari, che hanno deciso di lasciare l’aula al momento del voto finale. Una scelta definita “coerente e responsabile” in segno di dissenso verso una legge che, secondo il Pd teramano, allontana le decisioni dai territori e riduce il ruolo dei sindaci.Tra le principali contestazioni figura il ridimensionamento delle Assemblee dei Sindaci per il Servizio Idrico (ASSI), i cui pareri non saranno più vincolanti. Una modifica che, secondo il partito, sottrae ai Comuni la possibilità di incidere sulle scelte relative a un bene pubblico essenziale.Critiche anche ai criteri previsti per la presidenza delle ASSI, che, a giudizio del Pd, escluderebbero di fatto la città di Teramo dalla guida dell’assemblea del proprio ambito territoriale. Da qui l’accusa al centrodestra regionale e ai consiglieri teramani della maggioranza, ritenuti responsabili di aver abbandonato la posizione condivisa nei mesi scorsi con i sindaci del territorio.Per il Partito Democratico provinciale, la battaglia a difesa della gestione pubblica dell’acqua e dell’autonomia decisionale dei territori resta aperta e rappresenta una priorità politica per l’intera comunità teramana.

