Atri, Pineto e Silvi: quanto sono davvero ricche le famiglie? I redditi raccontano solo una parte della storia

ATRI – PINETO – SILVI – Quanto sono realmente ricche le famiglie del comprensorio che unisce Atri, Pineto e Silvi? Le dichiarazioni fiscali offrono una fotografia ufficiale, ma rischiano di raccontare soltanto una parte della realtà economica di un territorio complesso, dove turismo, immobiliare e lavoro stagionale incidono profondamente sui redditi effettivi.

Gli ultimi dati del Ministero dell’Economia indicano un reddito medio dichiarato di circa 19.244 euro a Pineto, tra 19 e 19.500 euro a Silvi e tra 17.500 e 18.500 euro ad Atri. Numeri sensibilmente inferiori a quelli del capoluogo Teramo, che supera i 23.700 euro annui per contribuente, e alla media nazionale di circa 23.650 euro.

Una situazione che riflette un tessuto economico caratterizzato da salari contenuti, occupazione stagionale e una forte presenza di piccole imprese. La costa beneficia dell’indotto turistico, mentre Atri continua a poggiare gran parte della propria economia su agricoltura, commercio e servizi locali.

Eppure i dati fiscali non sembrano spiegare completamente il tenore di vita osservabile sul territorio. Il mercato immobiliare rappresenta un indicatore significativo: a Pineto i prezzi delle abitazioni sfiorano i 1.900 euro al metro quadro, mentre ad Atri si attestano intorno ai 900 euro. Una differenza che suggerisce una disponibilità economica più elevata, soprattutto nelle località costiere.

A influire è anche il peso dell’economia sommersa. Secondo le stime ISTAT, in Abruzzo l’economia non osservata vale circa il 14% del Pil regionale. I settori maggiormente interessati sono ristorazione, turismo, edilizia, affitti brevi e servizi alla persona, attività particolarmente diffuse lungo la costa teramana.

Se si considera anche questa quota di ricchezza non dichiarata, il quadro cambia sensibilmente. I redditi reali di Pineto e Silvi potrebbero avvicinarsi ai 22-24 mila euro annui, mentre Atri supererebbe i 20 mila euro. Un dato che ridurrebbe notevolmente il divario con Teramo.

Dietro le statistiche emerge così un territorio dalle due anime: una ufficiale, fatta di redditi medio-bassi e fragilità occupazionale, e una meno visibile, alimentata da turismo, patrimonio immobiliare e attività stagionali. Una realtà che appare economicamente più dinamica di quanto dicano i numeri, ma anche più diseguale e difficile da interpretare.
:::