ATRI – Continua la polemica politica ad Atri dopo le parole pronunciate dal Sindaco Ferretti in Consiglio comunale, dove un consigliere di minoranza è stato definito “una nullità irrequieta”. Per il gruppo Prospettiva Atri non si tratta di una semplice uscita polemica, ma di un vero e proprio attacco personale incompatibile con il ruolo istituzionale del primo cittadino. L’opposizione ribadisce che nel dibattito democratico “esiste una linea netta tra critica politica e offesa personale: la prima riguarda atti, decisioni e posizioni; la seconda colpisce direttamente la dignità dell’eletto”.
Secondo il gruppo, la frase del Sindaco non entra nel merito delle contestazioni politiche, ma “svaluta la persona nel suo complesso”, trasformando il confronto istituzionale in scontro personale. La maggioranza consiliare ha difeso il primo cittadino riconducendo l’episodio alla normale dialettica politica, ma per Prospettiva Atri si tratta di una giustificazione che non regge. “Non si può chiamare dialettica ciò che diventa delegittimazione personale”, è la posizione dell’opposizione, che parla di un clima politico sempre più teso. Nel comunicato si sottolinea inoltre come il Sindaco, anche in presenza di critiche forti, avrebbe dovuto rispondere nel merito evitando espressioni ritenute “sprezzanti e denigratorie”. Particolare attenzione viene posta al contesto istituzionale: le frasi contestate sarebbero state pronunciate durante una seduta del Consiglio comunale, aggravando il profilo della vicenda. Per Prospettiva Atri, la maggioranza starebbe tentando di minimizzare l’episodio richiamando precedenti tensioni politiche, ma si tratterebbe di un tentativo di spostare l’attenzione dal punto centrale.
Il gruppo di opposizione parla di “superamento dei limiti del confronto politico” e di un linguaggio che contribuisce ad alimentare divisioni e contrapposizioni personali nella comunità. Da qui la richiesta formale di un intervento della Comitato per le Pari Opportunità, chiamato a valutare il caso sotto il profilo etico e istituzionale e a richiamare il Sindaco al rispetto dei ruoli. “Il confronto democratico richiede argomenti, non etichette offensive”, conclude Prospettiva Atri, chiedendo un netto cambio di tono nel dibattito politico cittadino.
