TERAMO – «Sono dati che portano alla luce una realtà inquietante che grava direttamente sulle spalle dei cittadini onesti. Non stiamo parlando di un problema astratto o puramente contabile, ma di un fenomeno che si traduce in un taglio immediato ai servizi essenziali del territorio, dalla sanità alla rete dei trasporti». Parte da qui la riflessione di Francesco Trivelli, presidente regionale di FederConsumatori, commentando i dati relativi all’inaffidabilità fiscale nei diversi comparti economici.
Sebbene non esistano classifiche ufficiali elaborate esclusivamente per la provincia di Teramo, l’incrocio tra i dati nazionali e la struttura economica del territorio evidenzia alcune criticità significative. In particolare, i settori maggiormente a contatto con il consumatore finale, dove il ricorso al contante rimane diffuso, presentano i livelli più elevati di inaffidabilità fiscale.
Tra questi spicca la ristorazione. Oltre il 72% degli operatori non raggiunge infatti la soglia di affidabilità considerata soddisfacente dal Fisco. Un dato che assume particolare rilevanza in una provincia dove ristoranti, bar, gelaterie e attività turistiche rappresentano una componente importante dell’economia, soprattutto lungo la fascia costiera.
Nell’elenco figurano anche artigiani e professionisti che operano direttamente nelle abitazioni dei clienti. Idraulici, elettricisti e altre categorie registrano anomalie o incoerenze in circa sei casi su dieci rispetto ai modelli previsionali utilizzati dall’amministrazione finanziaria.
Un altro comparto sotto osservazione è quello degli stabilimenti balneari, settore strategico per il turismo teramano. Secondo i dati disponibili, il 58% delle concessioni non raggiunge il livello di affidabilità fiscale ritenuto ottimale.
Più virtuoso appare invece il settore sanitario. Farmacie e studi medici presentano tassi di inaffidabilità intorno al 25%, seguiti dai notai, che si attestano attorno al 40%, e da commercialisti e consulenti del lavoro, poco oltre il 42%.
Secondo gli esperti, la differenza è legata soprattutto alla maggiore tracciabilità delle operazioni. Nel comparto sanitario, ad esempio, l’utilizzo della tessera sanitaria e la possibilità di accedere alle detrazioni fiscali incentivano pagamenti elettronici e corretta registrazione delle prestazioni.
Trivelli ricorda tuttavia che l’inaffidabilità fiscale non coincide automaticamente con un’evasione accertata. Gli Isa misurano infatti la coerenza tra redditi dichiarati, costi e caratteristiche dell’attività svolta. Da qui l’appello ai consumatori: «La mancata emissione di uno scontrino non è una semplice distrazione. Senza un documento fiscale il cittadino perde tutele fondamentali. La lotta all’evasione passa anche dalle scelte quotidiane e dalla capacità di segnalare le irregolarità, per difendere chi rispetta le regole e contribuisce onestamente alla collettività».
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