Atri, la domenica del borgo fantasma: per un giornale serve il passaporto

ATRI – Benvenuti ad Atri, splendida città d’arte, scrigno di storia, cultura e tradizioni. Ma attenzione: se decidete di visitarla di domenica, potreste avere la sensazione di essere finiti in una puntata di “The Walking Dead”, versione abruzzese. Le piazze sono magnifiche, i monumenti mozzafiato, i vicoli affascinanti. Peccato che alcuni servizi sembrino aver scelto il riposo domenicale in modo piuttosto radicale. A partire dalla polizia locale, la cui presenza è ormai diventata più rara dell’avvistamento di un panda in Piazza Duomo. Qualche apparizione durante le manifestazioni e poi di nuovo il mistero. Capitolo edicola. Se vi viene voglia di comprare il giornale della domenica, preparatevi a un’avventura. L’unica edicola del centro abbassa le serrande e il lettore più accanito è costretto a una spedizione verso la costa. Destinazione preferita: Pineto. Per acquistare un quotidiano, gli atriani ormai fanno più chilometri di un inviato speciale.

Ma il vero capolavoro riguarda i trasporti pubblici. La costa è lì, a pochi chilometri, visibile all’orizzonte. Eppure la domenica sembra separata da Atri da un oceano. Autobus assenti, collegamenti evaporati. Chi non possiede un’auto deve affidarsi alla pazienza, alla gentilezza degli amici o, nei casi più urgenti, al taxi. Così accade che una delle città più belle d’Abruzzo si trasformi, almeno per un giorno alla settimana, in una sorta di isola medievale: splendida da ammirare, meno semplice da vivere. E mentre sul litorale si corre tra spiagge, mercatini e passeggiate, ad Atri si aspetta il lunedì. Magari con il giornale comprato il giorno prima.

Il belvedere