SILVI – Da trasferimento temporaneo a possibile addio definitivo. È questo il timore che serpeggia tra le famiglie di Silvi Alta dopo lo spostamento dei 77 alunni della scuola primaria nella sede Leonardo Da Vinci di Silvi Marina, disposto lo scorso 8 aprile con un’ordinanza comunale. A distanza di mesi, infatti, non emergono certezze sul ritorno delle classi nel borgo storico e cresce la preoccupazione che anche il prossimo anno scolastico gli studenti siano costretti a rimanere sulla costa.
Una prospettiva che molti residenti considerano allarmante. La scuola, infatti, non rappresenta soltanto un luogo di istruzione, ma uno degli ultimi presìdi sociali rimasti nel centro storico. La sua eventuale perdita viene vista come un duro colpo per la sopravvivenza stessa della comunità.
«Senza la scuola Silvi Paese rischia di svuotarsi definitivamente», raccontano alcuni genitori, convinti che la chiusura dell’istituto possa accelerare il fenomeno dello spopolamento già in atto da anni.
L’allarme si inserisce in un contesto già fortemente compromesso. Le frane che hanno interessato due delle principali vie di accesso al borgo hanno aumentato le difficoltà di collegamento, alimentando il senso di isolamento tra i residenti. A questo si aggiunge la cronica carenza di trasporti pubblici tra Silvi Alta e la marina, che costringe molte famiglie a organizzarsi autonomamente per accompagnare i figli a scuola.
Le preoccupazioni riguardano anche il futuro economico e turistico del borgo. Una comunità che perde servizi essenziali rischia infatti di diventare meno attrattiva sia per i residenti sia per i visitatori.
A lanciare un monito è il consigliere comunale Vito Partipilo: «Le famiglie chiedono garanzie chiare e un confronto pubblico sul futuro dell’istituto. La questione non riguarda soltanto una scuola, ma il destino di un’intera comunità che teme di essere privata, un pezzo alla volta, dei servizi indispensabili per continuare a vivere nel proprio territorio».


