ROSETO– No alle nuove discariche previste in località Grasciano, nel territorio comunale di Notaresco. Il Consiglio comunale di Roseto degli Abruzzi ha approvato all’unanimità una mozione
che impegna il sindaco Mario Nugnes e la Giunta a chiedere alla Regione Abruzzo la convocazione della Commissione di Vigilanza per approfondire i due progetti e ascoltare le istanze dei territori
interessati. La decisione è maturata al termine di una seduta partecipata, alla presenza di rappresentanti dell’Osservatorio Val Tordino, guidati dalla presidente Lidia Bocci, e del
vicepresidente della Provincia di Teramo, Giuseppe Marziani. In aula si è registrata una convergenza bipartisan sulla necessità di contrastare l’insediamento dei nuovi impianti. La
mozione, presentata dai consiglieri di maggioranza Gabriella Recchiuti, Toriella Iezzi, Christian Gabriele Aceto, Simona Di Felice e Marco Ruggieri, è stata sottoscritta e votata anche dai
consiglieri di opposizione Nicola Petrini, Sabatino Di Girolamo e Rosaria Ciancaione. Nel dettaglio, i progetti riguardano una discarica per rifiuti speciali non pericolosi e non putrescibili in
località Casette di Grasciano, con una capacità superiore a 1,17 milioni di metri cubi, e un secondo impianto destinato a rifiuti speciali non pericolosi, per oltre 500mila metri cubi. Secondo il
Consiglio comunale, la concentrazione di ulteriori impianti in un’area già interessata da attività analoghe potrebbe determinare impatti cumulativi significativi su ambiente, salute e qualità della
vita dei residenti, rafforzando le preoccupazioni espresse da cittadini, associazioni e comitati del territorio. L’atto approvato chiede quindi alla Regione di avviare un confronto pubblico e
istituzionale, coinvolgendo i Comuni interessati, i comitati civici e i tecnici competenti, affinché ogni valutazione sui progetti venga effettuata con il massimo rigore.“Le preoccupazioni dei
residenti meritano la massima attenzione – sottolineano i gruppi di maggioranza –. È necessario tutelare un’area a forte vocazione residenziale, turistica e agricola, garantendo trasparenza e
approfondimento su ogni possibile ricaduta ambientale e sociale”.

