Ma il governatore della Puglia, Antonio De Caro, è un folle, un visionario o uno che racconta balle per avere qualche voto in più? Parla di “Maredemocratico” il governatore e annuncia l’intenzione di garantire una maggiore presenza di spiagge libere lungo tutta la costa regionale.
L’obiettivo dichiarato è quello di rafforzare il diritto dei cittadini all’accesso al mare, bilanciando al tempo stesso la presenza degli stabilimenti balneari.
Ci riuscirà? Non lo sappiamo. Ma le domande che si è fatto De Caro sono le stesse che si fanno da anni coloro che vorrebbe un accesso al mare più democratico.
Ce le facciamo da anni anche noi teramani alla disperata ricerca di un pezzetto di spiaggia libera, magari curata. Persone che non vogliono o non possono essere vincolate all’affitto dell’ombrellone e del lettino. Non è solo De Caro a sottolineare la necessità di una pianificazione più equilibrata del demanio costiero, capace di garantire spazi gratuiti adeguati senza penalizzare il settore turistico-ricettivo. Siamo in tanti.

L’idea è quella di evitare che l’intero litorale venga occupato da concessioni private, preservando tratti significativi di spiaggia accessibile a tutti. E magari pulite come quelle private.
Attrezzate per garantire alle persone meno abbienti e ai portatori di handicap di godere in tutta tranquillità di una giornata di svago.
Siamo sicuri che il comparto turistico sta storcendo il mudo. Loro chiedono certezze e regole chiare per programmare investimenti e attività stagionali. Il mercato lo fa. Ma la gente oberata dai prezzi esorbitanti delle bollette, del carburante e schiacciata da una inflazione che taglia il potere d’acquisto degli stipendi ormai non ce la fa più. Per questo c’è chi sceglie di starsene a casa nonostante un po’ di quella spiaggia sia anche sua (leggasi demanio)
