ATRI – Il recente contenzioso tra il Comune di Atri e Banca Farmafactoring (BFF) accende il dibattito politico sulla gestione finanziaria dell’ente. A sollevare la questione è Alleanza Verdi e Sinistra, che parla di un caso emblematico di una situazione amministrativa che richiederebbe maggiore chiarezza e controllo.
Al centro della vicenda vi sono fatture Telecom insolute per un importo di poco superiore ai 4 mila euro. Secondo quanto emerso in Consiglio comunale, BFF avrebbe inizialmente richiesto oltre 77 mila euro per costi forfettari di recupero crediti riferiti a 1.947 fatture. Successivamente il Tribunale ha ridotto la somma a 21.800 euro, riconducendola a 545 fatture escluse dagli accordi transattivi già definiti.
Per AVS il dato più significativo è proprio il numero delle fatture finite in contenzioso, elemento che, secondo il partito, evidenzierebbe problematiche strutturali nella gestione delle utenze e dei pagamenti comunali.
La vicenda si inserisce in un contesto finanziario già delicato, caratterizzato da un consistente disavanzo di bilancio. Il segretario cittadino di AVS, Livio Nespoli, chiede ora all’amministrazione di rendere pubblici i dettagli dell’intera operazione, indicando le utenze interessate, gli anni di riferimento, gli uffici coinvolti e le eventuali responsabilità amministrative.
