L’Egocentrico Isterico e il Trauma di Scoprire che Esistono Altre Opinioni

Dare torto a un egocentrico isterico è un po’ come starnutire dentro un vulcano: tecnicamente possibile, ma sconsigliato. All’inizio resta immobile per qualche secondo, come un computer che ha ricevuto un comando impossibile da elaborare. Poi scatta la fase dell’indignazione: non hai contestato un’opinione, hai attentato all’ordine dell’universo. Il tono sale immediatamente di tre ottave e il volume viene regolato direttamente su “allarme cittadino”. Nel giro di pochi secondi una semplice osservazione diventa un attacco personale, morale e probabilmente internazionale. L’argomento originale sparisce e viene sostituito da un elenco di torti subiti dal 1998 a oggi. Ogni frase inizia con: “Il punto non è questo…”, anche se il punto era esattamente quello. Se presenti delle prove, vengono dichiarate irrilevanti. Se presenti altre prove, diventano sospette. Se le prove sono inconfutabili, allora il problema sei tu che le hai trovate. A quel punto l’egocentrico isterico non cerca più di avere ragione. Vuole una vittoria emotiva per acclamazione. Parla sopra tutti, interrompe tutti e infine conclude che nessuno lo ascolta. Quando la discussione termina, si autoproclama vincitore assoluto dello scontro. Gli altri partecipanti, invece, si limitano a verificare di essere sopravvissuti.