Stadio Pavone, ipotesi vendita divide la città: famiglie e opposizioni sul piede di guerra

ATRI – Monta la protesta attorno alla possibile vendita dell’area che oggi ospita lo stadio comunale Eusebio Pavone. L’ipotesi, che circola da settimane negli ambienti politici cittadini, prevedrebbe la dismissione dell’attuale impianto sportivo, venduto ad un privato, per fare spazio a nuove palazzine residenziali.

Una prospettiva che trova la netta contrarietà di molte famiglie. Lo stadio rappresenta infatti l’unica struttura sportiva facilmente accessibile in città per bambini e ragazzi. In caso di chiusura, le attività sportive verrebbero trasferite al Centro Turistico Sportivo Integrato situato nei pressi del bivio di Mutignano, una soluzione ritenuta scomoda da numerosi genitori per le maggiori distanze e i conseguenti problemi organizzativi.

Contrari anche i consiglieri di opposizione, che contestano la scelta di sacrificare un impianto pubblico per una nuova operazione edilizia. Alla protesta si uniscono gli ambientalisti, preoccupati dall’ulteriore consumo di suolo che deriverebbe dalla costruzione dei nuovi edifici.

Secondo i critici, l’eventuale intervento entrerebbe inoltre in contraddizione con gli impegni assunti dall’amministrazione comunale attraverso il Piano Strategico approvato negli anni scorsi, nel quale veniva indicato come obiettivo prioritario quello di limitare il consumo di nuovo territorio e valorizzare gli spazi pubblici esistenti.

Il dibattito è destinato ad accendersi nelle prossime settimane, mentre cittadini e associazioni chiedono chiarezza sul futuro di un impianto considerato da molti un presidio sportivo e sociale indispensabile per la comunità.