Atri, emergenza mosconi: il sindaco valuta lo spray contro le critiche

ATRI – L’estate deve essere arrivata in anticipo a Palazzo di Città. Secondo il Partito Democratico, infatti, il sindaco sarebbe alle prese con una fastidiosa forma di “surriscaldamento politico”, aggravata dalla presenza dell’opposizione e da un persistente ronzio di fondo. A scatenare la diagnosi è stata la recente definizione dei consiglieri di minoranza come “mosconi ronzanti”. Un’espressione che il Pd ha preso al volo, trasformandola in un intero bollettino medico-politico. Per i democratici, il problema non sarebbero tanto i mosconi quanto la crescente allergia del primo cittadino alle critiche.

Nel comunicato, l’opposizione immagina un sindaco costretto ogni mattina a fare i conti con una realtà crudele: esistono consiglieri che fanno domande, chiedono spiegazioni e, dettaglio non trascurabile, sono stati pure eletti dai cittadini. Una condizione che, secondo il Pd, renderebbe impossibile il sogno di un’amministrazione immersa nel silenzio assoluto. I democratici sostengono che liquidare la minoranza come un semplice ronzio rappresenti il segnale di nervi piuttosto scoperti. Tradotto: quando gli argomenti scarseggiano, arriva l’ironia da bar. O almeno questa è la lettura fornita dall’opposizione.

Da qui il consiglio, formulato con spirito decisamente poco istituzionale ma molto farmaceutico: una visita in farmacia potrebbe aiutare a lenire il “bruciore da contestazione”. Perché, spiegano dal Pd, la democrazia non prevede repellenti per oppositori né schiacciamosche amministrativi. Anzi, avvertono i consiglieri di minoranza, quel ronzio è destinato a continuare. Forse anche ad aumentare di volume. Del resto, sostengono, il compito dell’opposizione è proprio quello di controllare, criticare e fare domande.In attesa di sapere se il sindaco replicherà con una racchetta elettrica o con un ventilatore istituzionale, una certezza c’è: ad Atri il clima politico resta decisamente più caldo di quello meteorologico.