ATRI – Se il futuro avesse una sala d’attesa, probabilmente avrebbe già un indirizzo: Atri. Non per mancanza di bellezza, storia o panorama, ma per una serie di indicatori demografici e digitali che sembrano raccontare una città dove il tempo ha deciso di prendersela con calma.I numeri parlano chiaro, con quella schiettezza che a volte manca nei convegni e sulla bocca di amministratori illusi: 283 anziani ogni 100 giovani. Una proporzione che, altrove, farebbe scattare un piano straordinario per la gioventù; qui, invece, si rischia di dover cercare i giovani con il lanternino… o almeno con una buona connessione. Già, perché anche la tecnologia non corre esattamente in corsia di sorpasso: la banda larga raggiunge solo il 40% delle famiglie. Il che significa che in alcune zone il futuro arriva, ma spesso si ferma al “caricamento in corso”. Con calma. Inutile sottolineare che tutto questo significa: Ritardo infrastrutturale locale; possibile digital divide interno (una parte consistente della popolazione ha accesso solo a connessioni lente o instabili); impatto su servizi e sviluppo (una copertura così bassa incide su smart working, didattica digitale, imprese e attrattività del territorio); gap rispetto agli obiettivi nazionali ed europei (l’Italia punta a copertura ultralarga quasi totale, quindi il 40% è molto distante dagli standard attesi).
C’è poi il famigerato “indice di dipendenza” al 64,7%, una percentuale che suggerisce una città dove chi lavora sostiene una platea piuttosto ampia di non lavoratori. Un equilibrio sociale solido, certo, ma con qualche muscolo in più sotto sforzo rispetto alla media nazionale. E poi c’è lui, il dato forse più poetico: età media 49 anni. Un’età in cui, altrove, si parla di mezza età; ad Atri, invece, sembra già un livello avanzato di “esperienza collettiva”.
Eppure, tra una statistica e l’altra, qualcuno continua a dirci che tutto va bene; che viviamo in un Museo a cielo aperto. Atri vive con un ritmo tutto suo, lontano dalle accelerazioni digitali e dalle ossessioni per la velocità. Atri città lenta che ha deciso di non correre con il mondo… ma di aspettarlo con pazienza. Sperando che prima o poi qualcosa accada
