Il PD di Silvi sceglie Vito Partipilo come nuovo Segretario. Una candidatura unitaria “per costruire un partito aperto, partecipato e protagonista del futuro”

SILVI – A Silvi il congresso del Partito Democratico ha deciso che, almeno per una volta, la parola “unità” non è solo una formula da comunicato stampa ma un risultato concreto: Vito Partipilo è il nuovo segretario del circolo. Una candidatura unica, condivisa e approvata non senza scosse. A Silvi la politica, almeno quella a sinistra, non ha ancora imboccato la strada della tranquillità. In effetti nella stessa giornata congressuale c’è stata anche una nota a margine piuttosto ingombrante: circa un terzo degli iscritti non ha partecipato al congresso, scegliendo di disertare i lavori in segno di protesta. Il motivo è spiegato con toni tutt’altro che concilianti, visto che si racconta di mesi passati a chiedere “un percorso nuovo”, capace di riorganizzare il circolo e restituirgli autorevolezza, radicamento e partecipazione reale.

Il passaggio di consegne, quindi, è arrivato non in clima tranquillo e dopo sette anni di guida di Antonio Di Blasio, salutato con ringraziamenti solenni per un periodo attraversato tra pandemia, crisi economiche e variazioni del quadro politico nazionale e locale. In pratica, una gestione che ha richiesto più capacità di adattamento che un manuale di sopravvivenza amministrativa.

Presenti anche rappresentanti del Movimento 5 Stelle e di Azione, a dimostrazione che il dialogo, almeno nelle intenzioni, è sempre la parte più affollata della politica. Tra auguri e dichiarazioni di collaborazione, tutti concordano su un punto: il futuro passa dal confronto sui contenuti, che è un modo elegante per dire che le discussioni non mancheranno.

Il nuovo segretario eredita quindi un circolo che si definisce “aperto, inclusivo e radicato”, tre aggettivi che nei congressi politici tendono a comparire con la stessa puntualità delle elezioni amministrative.

L’obiettivo dichiarato è quello di rafforzare il ruolo del partito sul territorio e costruire un dialogo costante con associazioni, lavoro, cultura e volontariato, cioè con praticamente tutto ciò che respira in città. Nel frattempo lo sguardo è già rivolto alle prossime elezioni amministrative, perché in politica il futuro arriva sempre prima che finisca il presente.

Si parla di un percorso di ascolto e confronto per un programma “concreto e innovativo”, due parole che convivono spesso nei documenti ma raramente nello stesso paragrafo operativo.

La coalizione che si immagina dovrà essere ampia, coesa e basata sui contenuti, evitando – si sottolinea – logiche personalistiche, che in politica sono un po’ come il rumore di fondo: tutti dicono di volerlo eliminare, ma nessuno lo spegne davvero. Il congresso si chiude così con un mandato chiaro: unità, partecipazione e rilancio. Tradotto dal linguaggio politico: adesso si comincia davvero, ma con molta calma e soprattutto con molta coesione dichiarata.