Ad Atri la comunicazione istituzionale sembra aver scoperto un nuovo genere letterario: il thriller amministrativo. Il 17 giugno il Comune rassicura tutti: “i lavori alla ex Mambelli sono regolarmente ripresi” e nessun rischio per la collettività. Sipario. Fine della storia? Nemmeno per sogno. Qualche giorno dopo arriva un nuovo episodio e il copione cambia: il nulla osta della ASL riguardava soltanto la rimozione dell’amianto, mentre per riprendere le demolizioni servivano ancora campionamenti dell’aria e un’altra autorizzazione. Tradotto: i lavori erano ripresi, ma non proprio quelli che tutti avevano capito. A questo punto il dubbio è inevitabile: il comunicato era scritto in italiano o in un raffinato dialetto burocratico dove le parole significano quello che si scopre soltanto dopo? La buona notizia è che il primo campionamento ha dato esito negativo. Quella meno buona è che i cittadini lo hanno saputo quando ormai la narrazione iniziale aveva già archiviato la vicenda come se fosse tutto risolto. La trasparenza, si sa, è una strana invenzione: funziona meglio quando arriva prima delle domande e non dopo le smentite. Nel frattempo l’opposizione resta in attesa gli atti richiesti, le prescrizioni, i verbali, il piano di bonifica e tutta la documentazione promessa dalla legge. Evidentemente anche i documenti stanno seguendo il traffico estivo. E poi c’è il capitolo PNRR, dove la serenità dell’Amministrazione meriterebbe quasi un brevetto: nessun problema, proroghe possibili, tutto sotto controllo. Una sicurezza ammirevole, purché sia fondata su qualcosa di più solido di un generico “fidatevi”. I cittadini, però, hanno un difetto: fanno domande. E pretendono che le risposte siano uguali il lunedì, il sabato e possibilmente anche il giorno dopo. Perché sulla salute pubblica le mezze verità non rassicurano nessuno. Semmai alimentano il sospetto che, ancora una volta, la comunicazione abbia corso più veloce dei fatti. Adesso il professore fa sapere ancora che è tutto a posto e che la colpa è dei soliti “disfattisti” dell’opposizione. Ma la domanda a cui non ha ancora risposto è una sola: se cittadini e opposizione non avessero insistito per sapere la verità come avrebbe gestito la vicenda il sindaco?
Atri, il festival delle rassicurazioni a scadenza

di