“Sono una ragazza madre e non posso contare sull’aiuto di una famiglia, tantomeno di parenti”. È il grido di dolore di una giovane donna che da quasi dieci anni vive una vicenda drammatica a Pineto, dove abita con la figlia tredicenne, affetta da disabilità. Al centro della storia c’è l’appartamento in cui risiedono: la donna è proprietaria di un terzo dell’immobile, mentre la quota di maggioranza appartiene a un altro soggetto che ha lasciato la casa, accumulando nel tempo circa 4.000 euro di debiti condominiali. Nonostante la sua responsabilità sia limitata, il condominio ha avviato la procedura di pignoramento dell’abitazione attraverso due distinti atti di precetto. Per evitare di perdere l’unico tetto sotto cui cresce la figlia, la donna si è rivolta a un legale, presentando due proposte di rientro, inizialmente da 300 euro e successivamente da 600 euro. Entrambe, però, sono state respinte. La disperazione l’ha spinta persino a lanciare una raccolta fondi per tentare di saldare il debito, ma anche quell’iniziativa non ha prodotto i risultati sperati. Oggi la giovane madre si ritrova senza una via d’uscita, con il timore concreto di perdere la propria casa e con il peso di una situazione che appare sempre più complessa e difficile da risolvere.
NB – L’immagine di copertina è stata creata con l’IA
