Le analisi suppletive dell’aria effettuate dalla Asl nei pressi dell’area interessata dai recenti controlli sono finalmente arrivate a destinazione con un risultato che entrerà di diritto nella categoria delle grandi rivelazioni dell’umanità contemporanea: negativo.
A comunicarlo è stato il sindaco di Atri, con la soddisfazione tipica di chi annuncia che, dopo lunghe indagini, non è stato scoperto alcun colpevole. In questo caso, neanche il delitto.
Secondo i dati ufficiali, nell’aria non sarebbe stato rilevato nulla di significativo. Un dettaglio che, a ben vedere, potrebbe anche tranquillizzare: è difficile preoccuparsi di ciò che, tecnicamente, non risulta esistere più.
Ma la cittadinanza, si sa, ha un talento particolare nel trasformare i referti sanitari in materiale comico. Tra i commenti circolati nelle ultime ore spicca quello già destinato a diventare virale nei bar: “È normale che non hanno trovato nulla, è già stato tutto respirato”. Una sintesi perfetta della moderna epidemiologia da social, dove il dato scientifico incontra la memoria collettiva dei polmoni e ne esce con qualche dubbio esistenziale.
Il Comune, dal canto suo, prende atto dell’esito e invita alla calma, mentre il resto della popolazione si divide tra chi si sente rassicurato e chi si chiede se, a questo punto, le analisi vadano fatte prima o dopo il passaggio dell’aria.
Resta il fatto che il referto “tutto nella norma” continua a essere una delle formule più potenti del nostro tempo: rassicura, non impegna e soprattutto riesce sempre a generare almeno un’ora di dibattito pubblico altamente qualificato. Piccola domanda: ma si potrebbe sapere qualche cosa sui sopralluoghi fatti prima dell’abbattimento? Sono state rispettate tutte le procedure? O sono segreti di Stato? Anzi di Comune.
