Benvenuti al Cimitero Monumentale di Atri: dove trovare una tomba è un’impresa degna di un navigatore satellitare

Se il Cimitero Monumentale di Atri dovesse candidarsi come attrazione turistica, probabilmente lo farebbe nella categoria “percorsi avventura”. Tra viali senza indicazioni, manutenzione che sembra essersi presa una lunga pausa e controlli che, secondo molti cittadini, si vedono quanto una cometa. Se qualcuno arriva da fuori Atri raggiungere la tomba di un proprio caro può trasformarsi in una vera caccia al tesoro.

Dopo la fine della gestione della precedente ditta, colpita da un’interdittiva antimafia, ci si sarebbe aspettati un deciso cambio di passo. Invece, almeno stando alle numerose lamentele raccolte tra i visitatori, il copione sembra essere rimasto lo stesso: erba in alcuni tratti, scarsa cura degli spazi e soprattutto una quasi totale assenza di cartelli e indicazioni che possano orientare chi entra per la prima volta. Dei tre operai presenti fino ad un mese fa ne è rimasto solo uno difficilmente rintracciabile.

Il paradosso è che a gestire oggi il servizio è una ditta edile, dalla quale i cittadini si aspettavano qualcosa di più. Ma, ironizzano alcuni frequentatori del camposanto, “forse anche loro devono prima capire in che guaio si sono cacciati”.

E mentre chi si reca al cimitero vorrebbe semplicemente un luogo ordinato, decoroso e facilmente accessibile, c’è chi racconta di aver trascorso più tempo a cercare la sepoltura di un familiare che a raccogliersi in un momento di preghiera. Un’esperienza che nessuno dovrebbe vivere in un luogo dedicato al ricordo e al rispetto.

Naturalmente le difficoltà possono esistere in ogni fase di cambio gestione, ma proprio per questo i cittadini chiedono una presenza più costante, controlli puntuali e interventi visibili. Perché un cimitero monumentale non dovrebbe essere un percorso a ostacoli, ma un luogo dove dignità, decoro e rispetto rappresentano la priorità assoluta.

NB -L’immagine è stata generata dall’AI