ROSETO DEGLI ABRUZZI – La decisione del Consiglio comunale di individuare l’area dell’ex Mattatoio come sede del futuro Polo liceale Saffo continua a far discutere. Dopo il voto favorevole dell’assemblea civica dello scorso 17 giugno, arriva la dura presa di posizione del Consiglio di Quartiere Roseto Centro che, con un documento approvato all’unanimità, contesta la scelta sotto il profilo urbanistico, viabilistico e normativo, chiedendo di sospendere l’iter e riaprire il confronto sulla localizzazione della nuova scuola. Il documento, che il Consiglio di Quartiere apre anche all’adesione di cittadini e forze politiche, definisce il lotto dell’ex Mattatoio «assolutamente inidoneo» ad ospitare il nuovo complesso scolastico e richiama una serie di disposizioni nazionali in materia di edilizia scolastica. Secondo i consiglieri, l’area di circa 10 mila metri quadrati sarebbe infatti troppo piccola rispetto agli standard fissati dal Decreto Ministeriale del 18 dicembre 1975. Considerando gli oltre 1.150 studenti iscritti al Polo liceale, il fabbisogno minimo di superficie sarebbe compreso tra i 25 e i 30 mila metri quadrati. Un divario che, secondo il documento, renderebbe inevitabile la realizzazione di un edificio sviluppato in altezza, con spazi esterni ridotti e una minore disponibilità di laboratori e aree verdi. Tra le criticità vengono evidenziati anche i vincoli derivanti dalla vicinanza della linea ferroviaria, che ridurrebbero ulteriormente la superficie edificabile e renderebbero necessari interventi di insonorizzazione.
Altro capitolo riguarda la viabilità. Il Consiglio di Quartiere ritiene che l’accesso al futuro liceo attraverso la Statale 16 Adriatica possa determinare pesanti ripercussioni sul traffico cittadino negli orari di ingresso e uscita degli studenti. Nel documento si sottolinea inoltre la mancanza di percorsi ciclopedonali protetti, l’insufficienza del trasporto pubblico e le possibili difficoltà per i mezzi di soccorso in caso di emergenza. I consiglieri contestano anche le motivazioni che hanno portato a escludere l’area dell’ex Fornace Catarra, indicata in passato come soluzione preferibile dalla dirigenza scolastica, dal Consiglio d'Istituto e dal Collegio dei Docenti. Secondo il Consiglio di Quartiere, il sito disporrebbe delle dimensioni necessarie e di una posizione più funzionale, mentre le criticità geologiche richiamate dall’Amministrazione comunale sarebbero superabili con le moderne tecniche costruttive. Inoltre, osservano i firmatari, la stessa area risulta già interessata da previsioni urbanistiche per interventi edilizi privati e commerciali. Per queste ragioni il Consiglio di Quartiere chiede formalmente al Comune di non dare seguito alla delibera approvata il 17 giugno, ritenendo che il progetto possa non superare le verifiche tecniche previste dagli enti competenti, con il rischio di compromettere anche l’accesso ai finanziamenti necessari per la realizzazione dell’opera. Nel documento viene inoltre chiesta la sospensione dell’iter della convenzione urbanistica sull’area dell’ex Fornace Catarra, affinché possano essere valutate eventuali soluzioni per acquisire il sito al patrimonio pubblico e destinarlo alla costruzione del nuovo polo scolastico. Alla Provincia di Teramo viene invece richiesto di effettuare una verifica tecnica preventiva sulla conformità del lotto dell’ex Mattatoio ai requisiti previsti dalla normativa sull’edilizia scolastica, mentre al Comune si propone la convocazione, dopo l’estate, di un Consiglio comunale aperto o di un’assemblea pubblica con tecnici comunali e provinciali per riesaminare la scelta sulla base di dati oggettivi. Il Consiglio di Quartiere conclude annunciando che, in assenza di un riesame della decisione, valuterà ulteriori iniziative pubbliche e la trasmissione delle proprie osservazioni agli organi di controllo competenti e alla Corte dei Conti. Il documento porta le firme del presidente Fabio Celommi, del vicepresidente Maurizio Zitti e dei consiglieri Maridele Celommi, Gaetano Cori, Emilia D’Emilio, Marcello Di Febo, Grazia Marini, Mario Mazzoni e Vittorio Racinelli.
