Scordella tra Comune, Polizia e Lega: si apre il caso sulla compatibilità degli incarichi

SILVI – Andrea Scordella, sindaco di Silvi, torna al centro del dibattito politico e istituzionale per il cumulo di incarichi che ricopre. Oltre a guidare il Comune, Scordella è stato nominato commissario provinciale della Lega per Teramo, assumendo un ruolo di vertice nell’organizzazione del partito sul territorio.

A sollevare interrogativi è la sua posizione quale appartenente alla Polizia di Stato. “Secondo le informazioni raccolte da noi – dice il segretario del PD Vito Partipilo – Scordella risulta ancora in servizio presso la Questura dell’Aquila. Questa circostanza rende necessario fare chiarezza sul suo status amministrativo”.

L’articolo 81 della legge n. 121 del 1981 impone agli appartenenti alla Polizia di Stato di mantenersi al di fuori delle competizioni politiche e di non assumere comportamenti che possano compromettere l’assoluta imparzialità dell’Amministrazione. La stessa norma prevede il collocamento in aspettativa speciale dei candidati durante la campagna elettorale.

Ma Scordella ricopre anche la carica di commissario provinciale della Lega la quale – sempre secondo la minoranza – non rappresenta “una semplice adesione a un partito, ma un incarico di direzione politica che comporta funzioni di rappresentanza, organizzazione e coordinamento dell’attività sul territorio”. Proprio questo aspetto alimenta il dibattito sulla sua compatibilità con il ruolo di appartenente alle forze di polizia.

Va precisato che non esiste una disposizione di legge che vieti espressamente a un poliziotto di ricoprire l’incarico di commissario provinciale di un partito. Tuttavia, il principio di neutralità che ispira l’ordinamento della Polizia di Stato impone obblighi particolarmente rigorosi e potrebbe rendere necessario un chiarimento da parte dell’Amministrazione.

Al momento non risultano provvedimenti ufficiali che abbiano accertato violazioni o incompatibilità nella posizione del sindaco di Silvi. Resta però una questione di evidente interesse pubblico: come si conciliano il servizio in un corpo chiamato a garantire imparzialità e un incarico di vertice in una forza politica? Una risposta chiara da parte delle istituzioni contribuirebbe a dissipare dubbi e polemiche, nel rispetto della trasparenza e della fiducia dei cittadini.