Consigli di quartiere, Siamo Roseto all’attacco: «Partecipazione solo sulla carta»

ROSETO DEGLI ABRUZZI – È firmato dal gruppo politico Siamo Roseto il duro intervento che torna ad accendere il dibattito sul funzionamento dei consigli di quartiere. Nel comunicato, sottoscritto anche da alcuni ex componenti degli organismi di partecipazione e da cittadini delle frazioni, vengono contestate le recenti dichiarazioni dell’amministrazione guidata dal sindaco Nugnes, giudicate «trionfalistiche» rispetto all’effettiva attività svolta dai consigli. Secondo Siamo Roseto, i numeri raccontano una realtà diversa: 80 convocazioni complessive distribuite tra 12 consigli di quartiere nell’arco di quattro anni, con alcuni organismi che non si sarebbero mai riuniti o che avrebbero convocato appena una o due sedute. Un dato che, secondo il gruppo, dimostrerebbe la scarsa efficacia dello strumento di partecipazione.

Le critiche non riguardano soltanto la frequenza delle riunioni, ma anche il rapporto con l’amministrazione comunale. Gli ex componenti sostengono infatti che molte delle proposte avanzate dai consigli siano rimaste inascoltate, citando tra gli esempi la riorganizzazione della viabilità nelle frazioni di Voltarrosto e Campo a Mare, realizzata – affermano – senza recepire le osservazioni dei residenti. Nel mirino anche la vicenda del centro di raccolta e riuso a Roseto Sud. I firmatari ricordano come il consiglio di quartiere si fosse espresso contro l’opera e sottolineano quello che definiscono un cambio di posizione della maggioranza rispetto agli impegni assunti durante la campagna elettorale.

Tra i temi richiamati figura anche il futuro del Liceo Saffo. Secondo Siamo Roseto e gli ex consiglieri intervenuti, la richiesta di mantenere la scuola nella sua sede attuale non sarebbe stata presa in considerazione, con l’amministrazione orientata invece verso il trasferimento nell’area dell’ex mattatoio. «I consigli di quartiere – concludono i firmatari – avrebbero dovuto rappresentare il cuore della partecipazione democratica, ma sono stati svuotati del loro ruolo. La partecipazione si misura con l’ascolto, il confronto e il rispetto degli impegni assunti nei confronti dei cittadini».