Atri-Pineto, la fusione infiamma il dibattito: bufera sul ruolo dei cittadini

PINETO – Mentre il dibattito sulla possibile fusione tra Atri e Pineto si fa sempre più acceso, lo scontro si sposta anche sul piano giuridico. Al centro della discussione c’è il valore del referendum che dovrebbe accompagnare l’eventuale nascita del nuovo Comune: sarà davvero determinante oppure avrà soltanto un valore consultivo?

A riaccendere la polemica è stato il consigliere comunale di Pineto, Filippo Da Fiume, che ha ribadito come il percorso non potrà prescindere da un ampio coinvolgimento della cittadinanza. Secondo l’esponente della maggioranza, nessuna decisione verrà presa senza un confronto pubblico, un passaggio in Consiglio comunale e un’attenta analisi di tutti gli aspetti, compresa la situazione finanziaria del Comune di Atri, che ha presentato un piano di riequilibrio alla Corte dei Conti.

Da Fiume sostiene inoltre che saranno i cittadini ad avere l’ultima parola attraverso un referendum.

Una ricostruzione che però viene contestata dall’avvocato Pietro Palozzo, il quale mette in dubbio proprio il peso della consultazione popolare. «Leggo continuamente di esperti in diritto che parlano di referendum come se fosse vincolante – afferma – ma la normativa prevede una consultazione che ha carattere consultivo. La decisione finale spetta agli organi competenti, cioè ai Consigli comunali e alla Regione». Una precisazione destinata ad alimentare ulteriormente il confronto politico, soprattutto perché tocca uno degli aspetti più delicati dell’intera operazione: il reale potere decisionale dei cittadini. In effetti, secondo la normativa vigente sulle fusioni di Comuni, il referendum è generalmente consultivo e non vincolante: il risultato viene valutato dalla Regione, che mantiene la competenza finale sulla legge di fusione.

Insomma, il clima si surriscalda e la fusione, prima ancora di entrare nel merito dei vantaggi e delle criticità, rischia di trasformarsi in una battaglia politica e giuridica. Il nodo resta aperto: il referendum rappresenterà davvero l’ultima parola dei cittadini oppure sarà soltanto uno dei passaggi di un iter che si concluderà nelle sedi istituzionali?