L’AQUILA – Nuove polemiche sulla sanità abruzzese dopo il verbale del Tavolo di monitoraggio e del Comitato Lea sulla verifica del Piano di rientro 2025. A sollevare la questione è il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, Silvio Paolucci, che parla di una nuova bocciatura per la gestione della sanità da parte della Giunta Marsilio.
Secondo Paolucci, il documento ministeriale evidenzierebbe un quadro critico, con un parere non favorevole sulla verifica del Piano di rientro e un disavanzo complessivo delle quattro Asl in squilibrio pari a circa 82 milioni di euro.
«La propaganda si ferma davanti ai verbali del Ministero – afferma l’esponente Dem –. La sanità di Marsilio è stata bocciata di nuovo».
Nel mirino finiscono anche i ritardi nell’attuazione del Decreto ministeriale 77 sulla riorganizzazione della sanità territoriale. Per Paolucci, le Case della Comunità e gli Ospedali di Comunità annunciati dalla Regione non sarebbero ancora in grado di garantire pienamente i servizi previsti.
Tra le criticità indicate vengono citate anche la mobilità sanitaria passiva, con molti cittadini abruzzesi costretti a curarsi fuori regione, le difficoltà nei servizi territoriali, la presa in carico dei pazienti e la copertura vaccinale.
«Mentre Marsilio inaugura strutture sanitarie – sostiene Paolucci – i documenti ministeriali raccontano una realtà diversa, fatta di ritardi e problemi ancora irrisolti».
Il consigliere regionale evidenzia inoltre come il disavanzo sanitario abbia conseguenze sul bilancio della Regione, con risorse vincolate alla copertura del deficit e meno possibilità di investimento in altri settori.
Secondo Paolucci, anche gli interventi finanziati dal PNRR procederebbero con difficoltà, con alcuni cantieri ancora in ritardo e la necessità di individuare soluzioni alternative per rispettare gli obiettivi fissati.
«Non è una valutazione dell’opposizione – conclude il capogruppo Pd – ma quanto emerge dagli atti ufficiali dei Ministeri. Agli abruzzesi restano tasse più alte, liste d’attesa lunghe e servizi che ancora non riescono a dare le risposte attese».
