Legge elettorale, il Pd di Teramo attacca: “La maggioranza cambia le regole per restare al potere”

Il dibattito sulla riforma della legge elettorale regionale accende lo scontro politico in Abruzzo. A intervenire è il Partito Democratico di Teramo, che critica duramente le parole dell’assessore regionale D’Amario sull’approvazione della modifica anche senza il sostegno delle opposizioni.

“Parole di una gravità istituzionale inaudita, che fotografano con brutale chiarezza la qualità democratica di chi governa l’Abruzzo”, afferma il Pd teramano, contestando il metodo scelto dalla maggioranza. Nel mirino del partito c’è soprattutto l’introduzione del collegio unico regionale, presentata dal centrodestra come un modo per superare i campanili. Secondo il Pd, invece, “significa togliere rappresentanza ai territori e alle aree interne, privandole di una voce in Consiglio regionale”.

La forza politica denuncia il rischio di una riforma pensata per favorire chi è già al governo, sostenendo che “queste modifiche non nascono da un interesse generale, ma dall’esigenza di piegare le regole per restare al potere”. Il Pd di Teramo collega la questione anche alle recenti decisioni del governo sui comuni montani, parlando di una strategia che unirebbe “la riduzione della rappresentanza territoriale al taglio delle risorse”. Critiche arrivano anche sulla tripla preferenza, definita “una foglia di fico” rispetto al tema della reale partecipazione femminile nella politica.

Nel comunicato viene affrontato anche il tema della legge elettorale nazionale, con un attacco allo Stabilicum e al mantenimento delle liste bloccate: “I candidati continueranno a essere scelti dalle segreterie dei partiti e non dai cittadini”. Il Pd teramano richiama inoltre la questione del voto dei fuori sede, sottolineando come milioni di studenti e lavoratori siano ancora penalizzati dall’assenza di strumenti alternativi al voto nel comune di residenza.

“Non è una dimenticanza: è una scelta politica”, sostiene il partito, chiedendo interventi per garantire una maggiore partecipazione democratica. Le proposte indicate sono il ritorno delle preferenze e l’introduzione del voto per i cittadini fuori sede. “Le regole della democrazia non appartengono a chi governa, appartengono a tutti”, conclude il Pd di Teramo.

 

L’assessore regionale Daniele D’Amario