l consigliere regionale Dino Pepe denuncia il ritardo nell’approvazione dell’atto aziendale della Asl di Teramo, sottolineando come, a differenza delle aziende sanitarie di L’Aquila, Chieti e Pescara, per le quali l’iter è stato avviato già a marzo, la provincia teramana sia ancora bloccata. Secondo Pepe, le ripetute bocciature del documento da parte dell’assessorato regionale e dell’Agenzia sanitaria regionale evidenziano una disparità di trattamento che rischia di scaricare sul territorio teramano le conseguenze del disavanzo della sanità abruzzese.
Il consigliere punta il dito anche contro il silenzio dei rappresentanti della maggioranza regionale eletti in provincia di Teramo, accusandoli di non difendere adeguatamente gli interessi del territorio. Pepe ricorda che all’inizio dell’anno le responsabilità del ritardo erano state attribuite all’allora direttore dell’ASR Pierluigi Cosenza, ma che la situazione non è cambiata con l’arrivo di Maurizio Brucchi.
Tra le principali criticità segnalate figurano il possibile declassamento del reparto di Malattie Infettive dell’ospedale “Mazzini” di Teramo da Unità Operativa Complessa a Unità Operativa Semplice Dipartimentale e la mancata conferma della UOC di Chirurgia dell’ospedale di Sant’Omero, presidio ritenuto strategico anche per il bacino turistico e già penalizzato dal declassamento di Ginecologia e Ostetricia.
Per Pepe, questi interventi rischiano di indebolire ulteriormente la rete ospedaliera provinciale e di aumentare la mobilità sanitaria passiva verso le Marche, con ulteriori costi per la Regione. Il consigliere esprime infine sostegno ai sindaci di Teramo e Sant’Omero, Gianguido D’Alberto e Andrea Luzii, assicurando che continuerà a portare la questione all’attenzione del Consiglio regionale per ottenere una rapida approvazione dell’atto aziendale e la salvaguardia delle strutture sanitarie considerate essenziali.
