ATRI – C’è chi torna ad Atri per rivedere i luoghi del cuore e chi, invece, finisce per scoprire nuove specie di sterpaglie. È quanto accaduto a un atriano in vacanza, convinto di ritrovare l’antica fontana archeologica dell’Ancellaria così come l’aveva lasciata tre anni fa. La sorpresa, però, è stata tutt’altro che piacevole: della fontana si intravede appena qualche pietra, il resto è stato inghiottito dalla vegetazione. Le immagini parlano da sole e fanno sorgere una domanda: siamo davanti a un sito archeologico o a un esperimento di riforestazione spontanea? Se l’obiettivo era mimetizzare il monumento, il risultato è stato raggiunto con notevole successo.
Peccato che il patrimonio storico meriterebbe ben altro trattamento. Bastano pochi minuti di manutenzione periodica per evitare che un bene culturale finisca nascosto sotto cespugli ed erbacce. In attesa di un decespugliatore, ai visitatori non resta che armarsi di fantasia… o di un machete. Ironia a parte, il degrado di un luogo così significativo non è certo un bel biglietto da visita per una città che fa della sua storia uno dei suoi principali motivi di orgoglio.


