Due palazzetti, una sola storia: così Pineto continua a sognare con la pallavolo

Ci sono luoghi che custodiscono la memoria di una città e altri che ne scrivono il futuro. A Pineto questi luoghi sono due palazzetti dello sport, uniti da un filo invisibile fatto di passione, sacrifici e grandi successi.

Tutto ebbe inizio nello storico palasport del centro cittadino, dove, a partire dagli anni Ottanta, il compianto Francesco Rossi Tascioni riuscì a costruire una realtà pallavolistica capace di regalare ai pinetesi il sogno della Serie A1. Furono anni straordinari, impreziositi dall’arrivo di campioni di livello internazionale come il coreano Park Khi Won e l’americano Willie Wilson, protagonisti di pagine indimenticabili della storia sportiva locale.

Tra mille difficoltà, quella squadra riuscì ad accendere la passione per il volley in un’intera comunità. La scomparsa di Tascioni segnò però un duro colpo e, con il passare del tempo, quel progetto si dissolse lentamente.

Oggi quello stesso entusiasmo è tornato a vivere grazie all’Abba Pineto, che nel palazzetto di Borgo Santa Maria ha costruito una nuova storia di successi. La squadra ha saputo imporsi anche su campi tradizionalmente considerati roccaforti della pallavolo italiana, conquistando una Coppa Italia, una Supercoppa e sfiorando la promozione in Serie A1, riportando orgoglio ed entusiasmo in tutta la città.

Quei due palazzetti rappresentano così le due anime del volley pinetese: il primo è il tempio della memoria, il luogo dove tutto è cominciato; il secondo è la casa del presente e delle nuove ambizioni. Due simboli inscindibili, perché sul parquet del vecchio palasport è nata una passione che continua a vivere e a rinnovarsi nel nuovo impianto. È la stessa storia, semplicemente raccontata da due generazioni diverse.