SILVI – A poche settimane dall’inizio del nuovo anno scolastico cresce la preoccupazione delle famiglie degli alunni della scuola primaria e dell’infanzia di Silvi Paese. Dopo la chiusura dello storico edificio scolastico, disposta in via precauzionale a seguito della frana che lo scorso marzo ha interessato il borgo, i genitori denunciano l’assenza di una soluzione concreta per garantire ai bambini un rientro in classe sicuro e adeguato.
La vicenda è stata al centro di una lettera inviata dalle famiglie all’Ufficio scolastico provinciale di Teramo, all’Ufficio scolastico regionale, al Prefetto, al presidente della Regione Abruzzo e al sindaco di Silvi. Un appello alle istituzioni affinché arrivino risposte chiare dopo mesi di attese e rassicurazioni.
Nell’immediato, grazie all’intervento della dirigente scolastica, gli alunni sono stati trasferiti in un altro istituto, permettendo la prosecuzione delle attività didattiche. Una soluzione che ha consentito di superare l’emergenza, ma che per i genitori non può diventare la normalità.
Il nodo principale resta infatti il futuro del plesso di Silvi Paese e l’assenza, ad oggi, di un piano operativo definito. Nel corso dell’incontro tra Protezione Civile e famiglie era stata annunciata la possibilità di un intervento da circa due milioni di euro per realizzare la soluzione prospettata dall’amministrazione comunale, ma secondo i genitori quelle risorse restano ancora soltanto sulla carta.
A luglio inoltrato, infatti, non ci sarebbe ancora traccia di un finanziamento effettivamente disponibile né di un iter concreto che consenta di avviare il progetto annunciato. Una situazione che alimenta l’incertezza in vista della riapertura delle scuole.
Le famiglie contestano il divario tra le promesse ricevute e la realtà dei fatti: «Il confronto con il Comune e la Protezione Civile c’è stato – spiegano – ma alle parole non sono seguiti interventi concreti. I nostri figli hanno bisogno di certezze, non solo di rassicurazioni».
A preoccupare i genitori non è soltanto l’aspetto logistico, ma anche la continuità del progetto educativo “Senza Zaino”, adottato dalla scuola di Silvi Paese. Un modello fondato su ambienti di apprendimento specifici, spazi organizzati e arredi dedicati, che rischierebbe di essere compromesso da una sistemazione provvisoria non adeguata.
Per le famiglie di Silvi Paese la scuola rappresenta molto più di un edificio: è un punto di riferimento educativo, culturale e sociale per l’intera comunità. L’obiettivo resta quello di riportare gli alunni nel loro istituto, ma nel frattempo chiedono alle istituzioni un impegno concreto.
«Non chiediamo privilegi – ribadiscono i genitori – ma il diritto dei nostri bambini a frequentare una scuola sicura, accogliente e all’altezza del percorso educativo che hanno intrapreso». Dopo mesi di attesa, l’appello è uno solo: trasformare finalmente le promesse in fatti.
