ATRI – Ancora prima della presentazione ufficiale, in programma oggi pomeriggio al Teatro Comunale, il nuovo progetto di illuminazione della facciata della Cattedrale di Atri ha acceso il confronto in città. Da una parte c’è chi teme che un intervento moderno possa alterare il fascino di uno dei luoghi simbolo del centro storico, dall’altra chi vede nella nuova illuminazione un’opportunità per valorizzare il monumento e renderlo ancora più attrattivo.
Tra le voci critiche c’è quella della storica dell’arte Maria Giovanna Palermo, secondo cui l’uso di effetti luminosi rischierebbe di snaturare l’atmosfera della piazza, compromettendo quella dimensione di raccoglimento e contemplazione che caratterizza il patrimonio storico. La studiosa invita inoltre a riflettere sull’opportunità di destinare risorse anche ad altri luoghi della città che necessitano di interventi di valorizzazione.
Di diverso avviso Luciano Brandimarte, presidente dell’associazione “Gli Acquaviva”, che invita a mantenere il dibattito su toni rispettosi. «Ognuno può avere le proprie opinioni, ma senza mancare di rispetto a nessuno», afferma, ricordando il prestigioso curriculum dei progettisti e di Enel Architectural Lighting, azienda che ha firmato interventi su importanti siti monumentali italiani.
Secondo Brandimarte, le moderne tecnologie impiegate consentono di esaltare i dettagli architettonici con sistemi poco invasivi, garantendo al tempo stesso risparmio energetico, riduzione dell’inquinamento luminoso e maggiore valorizzazione del patrimonio storico. Un confronto che, tra sensibilità diverse, dimostra quanto la Cattedrale rappresenti un bene identitario per tutta la comunità atriana.
