“Teatri sovrannaturali” torna alla Fondazione La Rocca: viaggio tra fede, scrittura e immaginazione

PESCARA – La Fondazione La Rocca propone domenica 26 luglio alle ore 18.30, presso la sua sede in VIA RAFFAELE PAOLUCCI 71 a Pescara, il terzo appuntamento del ciclo “Teatri sovrannaturali. Le parodie della Sacra Scrittura”, curato da Gianni Garrera nell’ambito di FLR Incontra. L’incontro, dal titolo “La resurrezione della carne. Letteratura per la salvezza”, sarà dedicato al rapporto tra scrittura, fede e immaginazione.

Garrera, filologo musicale, traduttore e drammaturgo, accompagnerà il pubblico in un viaggio attraverso le fantasie letterarie legate alla resurrezione dei corpi, alla vita nel paradiso dopo la fine del cosmo e alla riacquisizione della carne liberata dai vincoli della natura.

L’appuntamento sarà preceduto alle 18 da una visita guidata alla mostra di Ugo La Pietra “Alla finestra”, condotta da Simone Ciglia, Chief Curator della Fondazione. Il ciclo “Teatri sovrannaturali” indaga il confine tra rivelazione divina e invenzione artistica, esplorando il rapporto tra verità, errore, immaginazione ed eresia nella letteratura moderna.

Dopo gli incontri dedicati a San Francesco e William Shakespeare, il percorso proseguirà il 30 agosto con Leopardi e si concluderà il 27 settembre con una riflessione sulla rappresentazione della fine del mondo come opera d’arte.

Gli eventi sono tutti a ingresso libero con prenotazione obbligatoria inviando una mail a questo indirizzo: segreteria@larocca.foundation

 

Dettaglio prossimi appuntamenti

Domenica 30 agosto ore 18:30
Solido nulla. Gli infiniti di Giacomo Leopardi

Un’analisi dei limiti dell’infinito e dell’impossibilità di oltrepassare il mondo. Se tutte le cose che sono venute alla vita lo hanno fatto per poter morire, il non essere sarebbe l’unica speranza e la sola garanzia, ma per Leopardi anche il non essere è minacciato dalla continua possibilità della vita e questa possibilità limita l’infinità anche del nulla.

Domenica 27 settembre ore 18:30
La bellezza distruggerà il mondo. La fine del mondo come opera d’arteLo spettacolo del “giudizio universale” come pura rappresentazione. La liturgia finale in una prospettiva teatrale insegna l’ordine dell’esibizione della catastrofe, lo zelo del virtuosismo della distruzione e la meraviglia degli attacchi al cielo e alla terra.