È stato recentemente pubblicato dall’Amministrazione comunale di Atri l’avviso pubblico per l’assegnazione in uso stagionale degli impianti sportivi comunali per l’annualità 2026-2027, con scadenza fissata al 31 luglio 2026. La stagione sportiva è ormai alle porte e lo sport ad Atri si prepara a vivere l’ennesimo periodo di difficoltà legato alla carenza di impianti adeguati. Nel 2026 praticare una disciplina che richieda una struttura al coperto non dovrebbe rappresentare un’impresa. Eppure, per atleti, famiglie e associazioni sportive atriane, allenarsi e organizzare le attività è diventata una vera corsa a ostacoli a causa di una carenza strutturale che ha ormai superato i livelli di guardia.
Il problema è semplice e preoccupante: nel territorio di Atri esiste un solo impianto sportivo al coperto. Una situazione che mette in difficoltà le società sportive, costrette spesso a ridurre le attività o a faticare per mantenere in vita i propri progetti per mancanza di spazi adeguati, moderni e accessibili. Non si può pensare che la domanda sportiva cresca se continua a diminuire l’offerta. Le infrastrutture di qualità generano partecipazione: un nuovo impianto può diventare un punto di riferimento, attirare nuovi praticanti, favorire la nascita di nuove realtà associative e rafforzare il tessuto sociale del territorio. Liquidare un progetto sportivo sostenendo che il movimento locale sia in difficoltà equivale a rinunciare a costruire scuole perché gli iscritti sono pochi. A questa situazione si aggiunge il quadro altrettanto problematico dell’edilizia scolastica: nessuno dei poli presenti ad Atri dispone di una palestra adeguata. Le scuole, che dovrebbero rappresentare il primo luogo di avvicinamento allo sport e alla salute per i più giovani, sono prive di strutture all’altezza delle esigenze.
Oltre al danno, anche la beffa. Per affrontare un’emergenza che si trascina da anni è stata persa un’occasione importante: l’utilizzo dei fondi del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza). Quelle risorse avrebbero potuto contribuire a cambiare il volto dell’impiantistica sportiva locale, ma non hanno lasciato risultati concreti sul fronte delle strutture al coperto. Le società sportive dilettantistiche non svolgono soltanto attività ricreative, ma portano avanti una programmazione agonistica che richiede certezze sugli spazi e sugli orari per organizzare allenamenti e campionati. Quando le strutture non sono disponibili, il peso ricade direttamente sulle famiglie. Questo significa più spostamenti per accompagnare i ragazzi in impianti alternativi, spesso fuori dal quartiere o dal contesto scolastico, maggiori costi di tempo e carburante e difficoltà nel conciliare gli impegni lavorativi con quelli sportivi dei figli.
Le alternative, però, esistono e potrebbero essere realizzate in tempi relativamente brevi. Una soluzione potrebbe essere la copertura del campetto all’aperto situato dietro la scuola primaria nel centro di Atri, attraverso la realizzazione, ad esempio, di un pallone pressostatico. L’urgenza di nuovi spazi è resa ancora più evidente dal fatto che il campetto del Centro Turistico Integrato, precedentemente coperto, è stato gravemente danneggiato dal maltempo, perdendo la protezione del tetto e lasciando la comunità con un servizio in meno. Lo sport è un diritto, uno strumento di socialità e un investimento sulla salute. Atri e i suoi cittadini meritano risposte concrete, ma soprattutto strutture dove potersi allenare senza dover guardare le condizioni meteo. Il ritardo nella disponibilità di spazi sportivi adeguati conferma come società sportive e famiglie siano spesso costrette a compensare le inefficienze della macchina pubblica. Per chi pratica agonismo o gestisce una realtà sportiva, la programmazione non può più dipendere dall’emergenza.

