ATRI – Un percorso lungo due anni, trentacinque ritratti e un unico filo conduttore: la memoria. È questo il cuore di “Nel segno dei volti”, la mostra personale di Gino Marcone, che racconta attraverso la pittura persone, affetti e figure simbolo della comunità atriana. La mostra sarà inaugurata domenica 26 luglio, alle 18,30 nell’Auditorium di Sant’Agostino. L’artista ha concepito ogni ritratto come un dialogo con il soggetto, andando oltre la semplice somiglianza per coglierne l’essenza, le emozioni e la storia. Le opere testimoniano anche l’evoluzione del suo linguaggio pittorico, con una gestualità sempre più libera, un segno incisivo e un uso del colore più maturo. Marcone definisce il suo lavoro una “resurrezione cromatica e grafica”, capace di restituire presenza a volti che il tempo ha reso lontani, trasformando il ricordo in immagine viva. Il percorso espositivo si apre con gli omaggi a Sebastião Salgado e ad Andrea Pazienza, figure fondamentali nella formazione artistica dell’autore, per poi svilupparsi in due sezioni: la prima dedicata ai familiari e agli amici, la seconda ai personaggi che hanno contribuito a costruire l’identità di Atri. La mostra diventa così un viaggio emozionale tra riconoscimenti, assenze, malinconie e gratitudine, in cui ogni volto racconta non solo una vicenda personale, ma anche un frammento della memoria collettiva della città.


