Legge elettorale, Verrocchio attacca Marsilio: “Una riforma per blindare la maggioranza, non per migliorare la rappresentanza”

“La riforma della legge elettorale regionale voluta da Marco Marsilio non nasce per rafforzare la democrazia, ma per coprire i limiti della sua giunta e garantire la rielezione dei consiglieri di maggioranza”. È un attacco durissimo quello lanciato dal segretario provinciale del Partito Democratico, Robert Verrocchio, contro il progetto di collegio unico regionale.

Secondo Verrocchio, la motivazione addotta dal presidente della Regione sarebbe “un errore di ruolo, prima ancora che di merito”. “Lo Statuto regionale – sottolinea – assegna ai consiglieri funzioni legislative, di indirizzo e controllo. Non devono fare i pendolari tra i 305 comuni, ma lavorare nell’interesse dell’intero Abruzzo”.

Per l’esponente dem, il vero problema sarebbe invece il comportamento istituzionale dell’attuale governo regionale. “Non è la legge elettorale che va cambiata: è la postura istituzionale della Regione. Marsilio dovrebbe rappresentare tutti i sindaci, non soltanto quelli del suo stesso colore politico”.

Verrocchio respinge anche la tesi secondo cui il collegio unico renderebbe i consiglieri più vicini ai territori. “La verità è un’altra: questa riforma scoraggia le candidature, aumenta i costi delle campagne elettorali, impoverisce la rappresentanza dei territori e riduce anche gli spazi per le donne in Consiglio”.

Da qui l’accusa più politica: “L’unico vero obiettivo è blindare la rielezione dei consiglieri uscenti, soprattutto quelli della maggioranza che temono di non essere riconfermati”. Un’operazione che, conclude Verrocchio, “non ha nulla a che vedere con l’interesse dell’Abruzzo, ma solo con la conservazione del potere”.

NB – L’immagine di copertina è stata generata dall’IA

Robert Verrocchio, segretario provinciale PD