Atri, benvenuti nel “Parcheggiopoli Quiz”: se indovini l’orario non prendi la multa

ATRI – Ad Atri parcheggiare non è un’operazione, è uno sport estremo, anche un po’ pericoloso. Dimenticate il Codice della strada: qui serve una laurea in interpretazione dei segnali, un pizzico di fortuna e, possibilmente, una sfera di cristallo. Due giovani di Alba Adriatica lo hanno scoperto a proprie spese. Arrivano in città, parcheggiano, raggiungono diligentemente il parcometro e pagano fino alle 20, perché è proprio il parcometro – quello che dovrebbe rappresentare la fonte ufficiale – a dirlo. Tutto regolare? Neanche per sogno. Al ritorno trovano la multa: il cartello, infatti, racconta un’altra storia e sposta il pagamento fino alle 24. Evidentemente ad Atri parcometro e segnaletica vivono una crisi di coppia e hanno smesso di parlarsi da tempo. Il cittadino, nel frattempo, è chiamato a fare da mediatore, percorrendo centinaia di metri alla ricerca del cartello giusto, sperando che non ce ne sia un terzo con un orario diverso. Le spiegazioni ai vigilanti? Respinte, perché il buon senso, si sa, non compare nel prontuario delle sanzioni. La vera domanda è una sola: se il parcometro sbaglia, perché deve pagare chi gli ha creduto? Forse la prossima innovazione sarà un gratta e vinci: “Scopri l’orario corretto e vinci il diritto di non essere multato”. Nel frattempo il consiglio ai turisti è semplice: oltre al ticket, portate una bussola, una mappa, un avvocato amministrativista e magari anche un notaio. Ad Atri, più che parcheggiare, bisogna interpretare. E se sbagli interpretazione, la traduzione arriva puntuale sul parabrezza, firmata e con tanto di importo da pagare.:::