Migliora il quadro nazionale, ma l’Abruzzo resta tra le Regioni con le maggiori criticità. È quanto emerge dai nuovi dati della Piattaforma nazionale delle liste d’attesa di Agenas, che fotografano l’andamento del primo quadrimestre del 2026.
A livello nazionale si registra un lieve miglioramento: le prime visite specialistiche erogate entro i tempi massimi previsti passano dal 76,1% al 78,7%, mentre gli esami diagnostici salgono dall’83% all’84,7%. Nonostante il trend positivo, quasi due milioni di prestazioni sono state comunque effettuate oltre i limiti fissati dalla normativa.
La fotografia regionale, tuttavia, evidenzia forti differenze territoriali. Tra le migliori performance per le prime visite si distinguono Basilicata (98,8%), Marche (94,7%), Veneto (92,8%) e Lazio (90,6%). Sul versante opposto si trovano la Provincia autonoma di Trento (56,1%), la Puglia (56,2%), l’Umbria (63,1%), la Sardegna (62,5%) e il Friuli Venezia Giulia (68,3%).
Per gli esami diagnostici il Veneto guida la classifica con il 97,6% delle prestazioni garantite nei tempi, seguito da Campania (96,3%), Basilicata (94,9%) e Marche (92,4%). In coda figurano invece Umbria (62,8%), Puglia (64,1%) e Abruzzo, fermo al 65%, davanti soltanto a Valle d’Aosta (69,2%) e Sicilia (72,8%).
Il caso Abruzzo
Per l’Abruzzo il quadro è in chiaroscuro. Nella graduatoria delle prime visite la regione si colloca nella parte bassa della classifica nazionale, con il 73,6% delle prestazioni erogate entro i tempi previsti, al di sotto della media italiana del 78,7%. Ancora più critica la situazione degli esami diagnostici, dove il 65% delle prestazioni rispetta le soglie temporali: un dato che colloca l’Abruzzo al terzultimo posto in Italia, meglio soltanto di Puglia e Umbria.
Agenas inserisce inoltre l’Abruzzo tra le quattro realtà – insieme alla Provincia autonoma di Trento, alla Sicilia e alla Valle d’Aosta – che mostrano un peggioramento sia nelle prime visite sia negli esami diagnostici rispetto all’anno precedente, in controtendenza rispetto al miglioramento registrato dalla maggior parte delle Regioni italiane.
La Regione Abruzzo, tuttavia, invita a leggere i dati nel dettaglio. Secondo l’assessorato alla Salute, nelle prestazioni con priorità urgente (classe U) i risultati sono superiori alla media nazionale: l’85,6% delle prime visite urgenti viene garantito entro 72 ore, mentre per gli esami diagnostici urgenti il rispetto dei tempi raggiunge l’83%. L’amministrazione regionale sottolinea inoltre i progressi registrati nelle prestazioni più urgenti rispetto al 2025.
Resta però il dato complessivo, che continua a evidenziare una difficoltà strutturale nell’assicurare tempi di attesa adeguati per l’insieme delle prestazioni. È proprio questo il principale elemento che emerge dal nuovo cruscotto nazionale di Agenas, pensato per consentire un monitoraggio trasparente e continuo delle liste d’attesa e per individuare le aree sulle quali intervenire con maggiore urgenza.
