A novembre un attacco informatico ha colpito il sistema centralizzato di riscaldamento di due condomini in Finlandia, sistema dotato di funzionalità smart e connesso alla rete.
I due edifici sono rimasti al freddo per circa una settimana, fino a quando i tecnici non hanno identificato e risolto il problema.
Dal momento che l’attacco è stato effettuato tramite Internet, potrebbe aver avuto origine anche in Paesi esterni alla Finlandia e l’identità dell’attaccante è tuttora sconosciuta.
A dicembre migliaia di dispositivi innocui, come telecamere di videosorveglianza, speaker Bluetooth e lampadine smart, si sono improvvisamente trasformati in armi controllate a distanza. In alcuni casi sono stati richiesti anche pagamenti in criptovalute per il ripristino degli impianti.
Potremmo proseguire per ore a elencare le truffe avvenute in tutto il mondo. Ma, se focalizziamo la nostra attenzione sulla provincia, ci accorgiamo che il mondo è veramente piccolo.
Negli ultimi mesi, infatti, in provincia di Teramo si è registrato un forte aumento dei tentativi di truffa, diretti in particolar modo verso la popolazione anziana. I malintenzionati utilizzano tecniche sempre più sofisticate, mescolando messaggi digitali e telefonate per fare leva sugli affetti più cari.
Tra le modalità più diffuse figura la trappola del “finto parente in difficoltà”, nella quale i truffatori inviano SMS o messaggi WhatsApp spacciandosi per figli o nipoti che chiedono denaro con urgenza. Accanto ai raggiri online continua a colpire il classico copione del “finto carabiniere”, che inventa incidenti per farsi consegnare contanti e preziosi.
Un mix di manipolazione e tecnologia che punta a cogliere di sorpresa chi è più vulnerabile. La risposta del territorio, però, non si è fatta attendere. L’azione di contrasto e le campagne d’informazione promosse dalle Forze dell’Ordine stanno funzionando. Sempre più spesso sono proprio gli anziani a fiutare l’inganno, riagganciando il telefono in faccia ai malintenzionati e chiamando subito il 112.
Un segnale chiaro di come la consapevolezza sia la prima vera arma di difesa. Regole semplici, come non aprire mai link sospetti e non consegnare denaro a sconosciuti, stanno facendo la differenza. La prevenzione resta la chiave: informare e fare rete in famiglia è l’unico modo per sbarrare la strada ai truffatori.
Difendersi, inoltre, è possibile adottando alcune regole pratiche e fondamentali:
- Mai fornire dati personali o bancari: nessuna banca, Poste, INPS o Forza dell’Ordine chiederà mai, tramite telefono, SMS o email, password, PIN o codici di accesso.
- Attenzione ai falsi messaggi e alle chiamate urgenti: SMS e WhatsApp sospetti sono spesso utilizzati dai truffatori, che si fingono figli, nipoti o istituti bancari e parlano di presunte emergenze.
- Prudenza con link ed email: non cliccate su link contenuti in email o messaggi provenienti da mittenti sconosciuti o che promettono vincite facili, rimborsi inaspettati o regali.
- Falsi investimenti e pubblicità ingannevoli: diffidate degli annunci pubblicati sui social network (Facebook, Instagram) o su Internet che promettono guadagni facili e sicuri con criptovalute o investimenti miracolosi, magari utilizzando anche l’immagine di personaggi famosi.
- Cosa fare in caso di dubbio o di truffa subita? Non vergognatevi di chiedere aiuto: i truffatori sono molto abili e manipolatori. Denunciate sempre l’accaduto alla Polizia Postale o ai Carabinieri, perché la collaborazione tra cittadini, famiglie e Forze dell’Ordine si conferma la difesa più efficace per il territorio.
