ATRI — Se è vero che la felicità risiede nelle piccole sorprese quotidiane, la città di Atri ha deciso di posizionarsi direttamente all’avanguardia dell’accoglienza turistica. Lo testimonia l’episodio capitato il 22 luglio a un gruppo di malcapitati visitatori giunti da Alba Adriatica: dopo aver diligentemente individuato lo stallo, seguito le istruzioni del parchimetro e versato fino all’ultimo centesimo per la sosta, si sono ritrovati al ritorno un bel verbale fiammante sul parabrezza. Il motivo? La segnaletica verticale adiacente, con sottile e diabolica perfidia, riportava orari del tutto disallineati e differenti rispetto al dispositivo automatico.
Un vero e proprio colpo di genio dell’ospitalità locale, capace di trasformare una tranquilla gita fuori porta in una spericolata roulette russa a pagamento. Inutile dire quanto un simile “trattamento di benvenuto” sia destinato ad accendere un passaparola formidabile e capillare, di quelli capaci di convincere chiunque a deviare verso altri lidi pur di evitare la tassa sul cortocircuito informativo. Non bastano due o tre serate di festa in piazza con il centro gremito per far credere che la macchina amministrativa funzioni a dovere: i turisti — al pari degli stessi cittadini atriani — tornano troppo spesso a casa con l’amaro in bocca per colpa di un’organizzazione palesemente allo sbaraglio.
Sulla vicenda è intervenuto duro il consigliere comunale Alessandro Graziosi, a nome di Prospettiva Atri che non ha risparmiato stoccate alla giunta:
«È semplicemente grottesco che nel pieno della stagione estiva ci si trovi ancora a fare i conti con una disorganizzazione simile. Non parliamo di grandi opere, ma di elementare coordinamento: basterebbe che l’assessore al Turismo Domenico Felicione e l’assessora alla Polizia locale Emanuela Di Francesco si parlassero per allineare i dati dei parchimetri con la segnaletica. Chiediamo un intervento immediato per correggere queste anomalie e verificare la posizione dei visitatori ingiustamente multati. In un momento di grande difficoltà economica, con i cittadini già gravati dai sacrifici per coprire il disavanzo di questa maggioranza, non possiamo permetterci di cacciare via i turisti a suon di verbali assurdi».
L’appello resta dunque aperto: prima che la giunta riscopra il rivoluzionario utilizzo del telefono per mettere d’accordo i due assessorati di Fratelli d’Italia, i turisti (e le loro tasche) ringraziano commossi.
