SILVI – A Silvi va in scena un piccolo mistero amministrativo. Il Comune diffonde un lungo comunicato della comandante della Polizia Locale, Claudia Gugliotti, che replica con toni decisi alle «recenti esternazioni apparse sulla stampa e sui siti d’informazione». Peccato che nel testo non venga mai chiarito chi sia il destinatario della risposta. In buona sostanza a chi pensa il comandante quando dice che sono state “pubblicate a mezzo stampa notizie discordanti dalla realtà”. E chi sono i fantomatici personaggi che avrebbero dovuto chiedere “delucidazioni in merito”, così da poter “ragguagliare sullo stato delle cose”?
Un’opposizione? Un consigliere comunale? Un cittadino? Un’associazione? Un giornale? Il Sindaco? Un assessore? Niente. Il comunicato lascia il lettore con il dubbio e costringe a giocare al “chi sarà mai?”. Un rebus che rende difficile comprendere il contesto della polemica.
Comunque sia la comandante difende il lavoro degli agenti, sottolineando che il turno serale viene svolto anche il venerdì, che l’organico è insufficiente e che le norme sul personale impediscono miracoli. Ricorda inoltre che l’ordine pubblico spetta alle Forze di Polizia e non alla Polizia Locale, elencando numeri, turni, incidenti stradali, telefonate e interventi che quotidianamente impegnano il comando.
Fin qui tutto legittimo. La vera curiosità, però, è un’altra. A parlare è una dirigente del Comune che, utilizzando l’ufficio stampa comunale, sembra rispondere a critiche rivolte… al Comune stesso. Una sorta di dialogo istituzionale allo specchio, dove Palazzo di Città diventa contemporaneamente mittente, destinatario e cassa di risonanza.
Nel finale la comandante rivendica la professionalità degli agenti e assicura che il servizio continuerà «con dedizione e professionalità» nonostante gli attacchi ricevuti. Resta però la domanda iniziale, quella che il comunicato non scioglie: chi avrebbe lanciato quei «gratuiti attacchi a mezzo stampa»? Senza un nome o un riferimento preciso, più che una replica sembra una risposta preventiva. E il mistero, almeno per ora, resta irrisolto.

