Discarica Santa Lucia, ad Atri arriva un conto da 600 mila euro da ripianare in cinque anni…se bastano

ATRI – La sentenza del Consiglio di Stato sulla discarica di Santa Lucia rischia di trasformarsi in un nuovo macigno sui bilanci dei Comuni del comprensorio Fino-Cerrano, ma è soprattutto ad Atri che si guarda con maggiore preoccupazione.

La decisione dei giudici amministrativi ha infatti confermato l’obbligo per gli enti locali di partecipare alle spese per la gestione post-operativa del primo invaso, quello più vecchio della discarica. Un conto che arriva in un momento particolarmente delicato per il Comune di Atri, già alle prese con una situazione finanziaria complessa.

Durante l’ultimo Consiglio comunale, rispondendo alle domande della minoranza, il sindaco ha spiegato che la quota spettante all’ente ammonta a circa 600 mila euro, una somma che dovrà essere ripianata nell’arco dei prossimi cinque anni. Il nuovo debito, inoltre, è stato già comunicato alla Corte dei Conti, aggiungendo ulteriore pressione sui conti dell’amministrazione.

La preoccupazione nasce dal fatto che il bilancio atriano risulta già gravato da un indebitamento vicino ai 13 milioni di euro. Una situazione che rende l’impatto della sentenza ancora più significativo rispetto ad altri Comuni coinvolti.

A Silvi, ad esempio, il sindaco Andrea Scordella ha ricordato che l’amministrazione ha accantonato oltre un milione di euro negli ultimi anni per far fronte alla spesa, pur definendo «assurda» una situazione che vede il Comune pagare per una discarica non utilizzata da circa vent’anni.

Anche Pineto aveva scelto la strada della prudenza, mettendo da parte circa 150 mila euro ogni anno nell’ultimo decennio. Diverso il quadro per realtà più piccole come Bisenti, dove il sindaco Renzo Saputelli ha polemizzato spiegando che “per un Comune piccolo sostenere circa 150 mila euro complessivi nei prossimi cinque anni diventa molto pesante”.

Ora il nodo principale riguarda le conseguenze sulla Tari. Secondo gli amministratori, una pronuncia della Corte dei Conti potrebbe imporre il trasferimento di questi costi nel Piano economico finanziario del servizio rifiuti, con il rischio di aumenti per i cittadini.

Per Atri, dunque, la sfida sarà doppia: trovare le risorse necessarie per rispettare gli obblighi derivanti dalla sentenza e, allo stesso tempo, evitare che il peso economico ricada ulteriormente sulle famiglie.