Grandinata nel Teramano, imprese in ginocchio: Confindustria avvia la conta dei danni

Prime stime pesanti per il sistema produttivo: perdite fino a oltre 500 mila euro per azienda e decine di mezzi distrutti nei piazzali. Le imprese chiedono aiuti e stato di calamità.

La violenta grandinata che ha colpito il Teramano nei giorni scorsi ha lasciato pesanti conseguenze anche sul comparto industriale. Confindustria Abruzzo Medio Adriatico ha avviato una ricognizione straordinaria per valutare l’entità dei danni subiti dalle aziende del territorio. Attraverso un questionario online l’associazione sta raccogliendo le segnalazioni relative a strutture, impianti e beni aziendali danneggiati.
Nel mirino soprattutto tetti, vetrate, pannelli fotovoltaici, impianti produttivi e parchi auto. Le prime informazioni raccolte restituiscono un quadro economico molto diversificato. I danni variano da alcune migliaia di euro fino a superare i 500 mila euro per singola impresa. La media delle perdite si colloca tra i 20 mila e i 100 mila euro. Particolarmente grave la situazione dei veicoli aziendali e delle auto dei dipendenti distrutte dalla grandine nei piazzali. In alcuni casi le aziende hanno registrato fino a 50 mezzi danneggiati. Le imprese chiedono interventi concreti, tra cui contributi a fondo perduto, riconoscimento dello stato di calamità e agevolazioni per le riparazioni.
“Ci siamo attivati subito per rappresentare con forza le esigenze delle aziende colpite”, ha dichiarato il direttore generale di Confindustria, Luigi Di Giosaffatte. Il vicedirettore Luciano De Remigis ha invitato le imprese a partecipare alla raccolta dati dell’associazione e alle procedure avviate dai Comuni coinvolti. Le segnalazioni saranno fondamentali per definire il quadro complessivo dei danni e sostenere la richiesta di interventi istituzionali.