Città Metropolitana di Pescara, Sottanelli accelera: «La prossima settimana chiederò l’incardinamento della proposta di legge»

Il parlamentare di Azione rilancia l’iter del provvedimento e ribadisce che il progetto è distinto dalla fusione tra Pescara, Montesilvano e Spoltore. Previsto il coinvolgimento di istituzioni, enti e parti sociali nelle audizioni.

La proposta di legge per l’istituzione della Città Metropolitana di Pescara compie un nuovo passo. Il deputato di Azione Giulio Sottanelli, primo firmatario del testo, ha annunciato che la prossima settimana presenterà la richiesta di incardinamento in Commissione Affari costituzionali della Camera, avviando così l’iter parlamentare del provvedimento.

Sottanelli ha spiegato che l’obiettivo è aprire la fase delle audizioni coinvolgendo Regione Abruzzo, Provincia, sindaci dei 46 comuni del territorio, Autorità di sistema portuale, gestore aeroportuale e rappresentanze economiche e sociali, per costruire un percorso condiviso sul progetto.

Il parlamentare ha inoltre ribadito che la proposta non è collegata al dibattito sulla fusione tra Pescara, Montesilvano e Spoltore. «La Città Metropolitana è uno strumento di governo dell’area vasta che nulla ha a che vedere con il dibattito sulla fusione tra Pescara, Montesilvano e Spoltore», ha affermato, sottolineando come il progetto punti a mettere in rete i 46 comuni della provincia per programmare infrastrutture, trasporti, sviluppo economico e servizi di interesse sovracomunale.

Nel suo intervento Sottanelli ha evidenziato anche il consenso che, a suo giudizio, si sarebbe consolidato negli ultimi mesi attorno all’iniziativa, citando il confronto con amministratori locali e parlamentari e le recenti aperture istituzionali. Il deputato ha infine rivolto un appello ai parlamentari abruzzesi affinché la proposta possa essere sostenuta in modo trasversale, con il coinvolgimento della Regione e dei Comuni.

Secondo Sottanelli, una governance unitaria delle principali infrastrutture dell’area pescarese rappresenterebbe un’opportunità per rafforzare la competitività del medio Adriatico, mantenendo al tempo stesso l’autonomia dei singoli enti locali.