SANT’OMERO – Torna altissima la tensione sulla gestione della sanità in Val Vibrata. Il consigliere regionale Dino Pepe replica con fermezza ai colleghi di maggioranza Rossi, D’Annuntiis, Gatti e Di Matteo sul futuro dell’ospedale locale.
«Leggendo la nota congiunta firmata dai rappresentanti di maggioranza Rossi, D’Annuntiis, Gatti e Di Matteo, è curioso constatare come chi governa la Regione e la Sanità pubblica impieghi ben quattro firme per tentare di nascondere quello che i cittadini della Val Vibrata vivono ogni giorno sulla propria pelle. Definire “allarmismo” la legittima preoccupazione di un territorio che ha visto per mesi depotenziamenti, carenze di personale, liste d’attesa infinite e un futuro incerto per il proprio presidio ospedaliero non è solo un errore politico: è una vera e propria mancanza di rispetto verso gli utenti e gli operatori sanitari», dichiara Pepe.
Secondo l’esponente dem, le manovre di ritocco della maggioranza e i tagli approvati sulla rete ospedaliera hanno già mostrato i loro effetti negativi sulla comunità.
«Sui presunti “meriti” e sulle ricostruzioni di comodo della maggioranza, sono i fatti stessi a ristabilire la verità. Se oggi l’Ospedale di Sant’Omero non subisce ulteriori scippi, il merito è unicamente delle proteste, della vigilanza del Consiglio, del Comitato e della mobilitazione dei cittadini. La politica dei corridoi regionali si muove soltanto quando si rende conto di non poter agire nel silenzio: chiamare “propaganda” il fiato sul collo che ha costretto la Regione a fare marcia indietro è solo un maldestro tentativo di girare la frittata. È il caso di ricordare, soprattutto ai Consiglieri D’Annuntiis e Di Matteo, che c’era la loro firma sotto l’approvazione del Piano di riordino della Rete ospedaliera che prevedeva la “eliminazione” di due UOC dell’Ospedale Val Vibrata. La trasformazione della UOC di Ginecologia e Ostetricia in UOSD, è il caso di ricordarlo, ha prodotto a Sant’Omero una diminuzione di 81 nascite: da 620 nel 2024 a 539 nel 2025», sottolinea il consigliere, criticando anche i ritardi negli atti aziendali e i tagli al personale.
Pepe conclude invitando il centrodestra ad assumersi la responsabilità della gestione sanitaria e dei conti pubblici regionali.
«Ancora, parlare di “sacrifici degli operatori” dopo averli lasciati per anni a coprire i turni in sottorganico, con risorse risicate e in strutture sotto costante pressione, è un’ipocrisia intollerabile. I medici, gli infermieri e gli operatori non si tutelano con i comunicati stampa celebrativi, ma con le assunzioni, la valorizzazione professionale e i servizi efficienti. Chiedere “scusa” e invocare “l’onestà intellettuale” sono concetti che la maggioranza regionale dovrebbe applicare prima di tutto a se stessa. Chiedano scusa loro ai cittadini della Val Vibrata e del resto dell’Abruzzo per la gestione della sanità di questi anni e per aver aumentato le tasse pur di coprire il buco finanziario da loro stessi creato, invece di rilasciare patentini di “buona condotta” politica. La vigilanza sul presidio di Sant’Omero e la tutela del diritto alla salute per il nostro territorio non si fermeranno di certo di fronte a un comunicato propagandistico. Il lavoro di controllo, di denuncia e di proposta continua, nell’interesse esclusivo della comunità e non delle poltrone regionali», conclude Pepe.
