Atri, il centro storico si spegne: il grido dei commercianti tra parcheggi e crisi economica

ATRI – Il centro di Atri rischia di trasformarsi, dopo la pausa estiva, in una splendida cartolina senza vita. Negli ultimi tempi, infatti, il dibattito sulla gestione del commercio e delle aree urbane si è fatto rovente tra i vicoli della città ducale, trovando ampio spazio sui media e sui social.

I commercianti denunciano una crisi profonda, alimentata dalla desertificazione dei negozi di vicinato, dalla fuga dei residenti e da scelte sulla mobilità che continuano a far discutere. Al centro delle polemiche ci sono i provvedimenti legati ai parcheggi a pagamento e alla gestione della sosta, come la cartellonistica dei parchimetri, che non consente un’interpretazione univoca all’automobilista che si accinge a parcheggiare in centro. Misure che, secondo residenti e negozianti, finiscono per allontanare le persone anziché incentivare gli acquisti nei negozi tradizionali.

Come dichiara una commerciante che preferisce mantenere l’anonimato: «La situazione è durissima e la paura di chiudere per sempre è tanta. Il sentimento è condiviso da tutti i commercianti: con i nuovi parcheggi a pagamento le attività hanno subito una battuta d’arresto. È vero, sono stati creati nuovi parcheggi gratuiti lungo viale San Massimiliano Kolbe, ma sono stati tutti assorbiti dai residenti del centro che, a loro volta, sono stati costretti a spostare le proprie auto dalle piazzette adiacenti. Un’operazione “suggestiva”, che rende il borgo antico più attrattivo per i turisti, ma così un residente che vive fuori dalle mura cittadine, in viale A. Moro, a Contrada Cona, San Martino, Tre Ciminiere e nelle altre zone periferiche, preferisce andare verso la costa e i centri commerciali per effettuare i propri acquisti. Così facendo, rischiamo di abbassare la saracinesca per sempre».

A questo si aggiungono le proteste legate alla riorganizzazione degli spazi pubblici, come le piazze storiche, percepite spesso come distanti dalle reali esigenze di chi ogni giorno tiene aperte le serrande. Per le piccole botteghe, lottare contro la concorrenza dei grandi centri commerciali fuori città è già una sfida quotidiana durissima. Se a tutto questo si aggiungono la difficoltà di accesso e la mancanza di eventi continuativi capaci di attrarre visitatori durante tutto l’anno, il futuro diventa incerto. Senza un dialogo stretto tra l’amministrazione comunale e le categorie produttive, senza idee per riportare la gente a passeggiare e fare acquisti tra le vie cittadine, il rischio concreto è che il centro di Atri si spenga lentamente.

Cartelli impazziti

NB – L’immagine di copertina è stata generata dall’IA