Campli come Atri: milioni di debiti, stessi errori e un futuro tutto in salita

La vicenda che sta vivendo la comunità di Campli sembra, anzi è, la fotocopia di ciò che è accaduto lo scorso anno ad Atri l’unica differenza sta nelle cifre: 6 milioni di euro Campli – 12 milioni e spiccioli Atri. Atri ha 9.798 abitanti, Campli 6.613. I conti fateli voi. Quanti soldi e quanti abitanti dividono queste due realtà. Ancora: quali sono le cose che hanno in comune? Di certo la storia. Ma anche due amministrazioni di Centro-Destra che governano da diversi anni. Altra cosa che accostano le due realtà: la frequentazione dei due sindaci con i numeri. E si, perché Ferretti è un professore di matematica, mentre Agostinelli è un commercialista (e si è anche tenuto la delega al bilancio). C’è poi l’atteggiamento che hanno auto entrambi di fronte ai al debito “monstre”: sono caduti dalle nuvole. Anzi Ferretti ha negato fino alla lettera che la Corte dei Conti ha inviato per sancire il pre-dissesto. In effetti quando l’opposizione parlava di problemi finanziari lui rispondeva che “non bisognava preoccuparsi perché i soldi erano in banca”. Agostinelli ha quasi fatto lo stesso, almeno a sentire i consiglieri di opposizione che ieri, nel corso di una dura conferenza stanza, hanno precisato che:   “Non è stato il sindaco a scoprire il buco nei conti del Comune, ma il lavoro svolto dalla minoranza e dagli organi di controllo”Fabiana Mariani, Marino Fiorà e Alessia Di Giovanni, hanno mostrato le carte a supporto delle loro affermazioni. Anche in questo il parallelismo con Atri è perfetto. Le opposizioni atriane, infatti, avevano messo in guardia l’amministrazione Ferretti, ma a volte sono stati anche sbeffeggiati dal sindaco professore di matematica.   Così come è simile il fatto che anche ad Atri, dopo le verifiche effettuate, la situazione è risultata più pesante del previsto.

Tornando a Campli le opposizioni hanno chiesto ieri mattina a gran voce le dimissioni del sindaco che, però, potrebbe essere la classica vittoria di Pirro. Magari si potrebbe anche tornare al voto ma la domanda – che è uguale ad Atri e a Campli – è una sola: chi amministrerà nei prossimi anni cosa troverà? Ad Atri è ormai chiaro che la città sarà bloccata per i prossimi 15 anni con un piano di rientro di 12 milioni di euro oltre agli 600 mila venuti fuori in questi giorni; Campli è chiamata allo stesso destino. Con gli annessi e connessi per i poveri cittadini e cioè: aumento della pressione fiscale, taglio dei servizi, nessun investimento prevedibile. Una sorta di tuffo nel passato, quando gli Acquaviva e i Farnese pensavano solo ai tributi da intascare.