Tragedia di Rigopiano, l’Inail chiede 2,7 milioni di risarcimento agli enti pubblici

A oltre nove anni dalla tragedia dell’Hotel Rigopiano, l’Inail avvia un’azione per recuperare le somme versate ai familiari delle vittime e a un lavoratore sopravvissuto. L’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro ha infatti chiesto un risarcimento di 2,7 milioni di euro alla Presidenza del Consiglio dei ministri, al Ministero dell’Interno, alla Regione Abruzzo, alla Provincia di Pescara e al Comune di Farindola.

Prima di rivolgersi al tribunale, l’Inail ha invitato gli enti coinvolti a trovare un accordo. La cifra richiesta corrisponde alle prestazioni economiche erogate negli ultimi nove anni ai familiari degli undici lavoratori morti e all’unico dipendente rimasto ferito nella valanga che il 18 gennaio 2017 travolse il resort di Farindola, causando complessivamente 29 vittime.

«Si chiede il pagamento in via di surroga, oltre interessi legali, rivalutazione monetaria e spese», ha dichiarato la legale dell’Inail, Manuela De Marzo.

Tra i lavoratori che persero la vita c’era anche Cecilia Martella, 24 anni, cittadina di Atri, il cui ricordo è ancora vivo nella comunità atriana. Insieme a lei morirono Luana Biferi, Emanuele Bonifazi, Marinella Colangeli, Linda Salzetta, Gabriele D’Angelo, Ilaria Di Biase, Alessandro Giancaterino, Alessandro Riccetti, Faye Dame e Roberto Del Rosso, imprenditore che aveva trasformato l’albergo in resort.

L’unico lavoratore sopravvissuto fu il manutentore Fabio Salzetta, che riportò un’inabilità temporanea e danni permanenti. La richiesta dell’Inail apre ora un nuovo capitolo giudiziario in una delle pagine più drammatiche della storia recente dell’Abruzzo.