Atri, il bicchiere è pieno: peccato per i 12 milioni di debiti sul tavolo

ATRI – Se ci si limitasse a leggere il comunicato congiunto di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati, si potrebbe pensare che ad Atri sia stata trovata la formula magica della finanza pubblica: contenziosi sotto controllo, tariffe quasi invariate, bilanci in equilibrio e una gestione capace di rassicurare persino i revisori dei conti.

La realtà, però, ha il difetto di riportare l’attenzione sui fatti. E i fatti dicono che il Comune è ancora impegnato in un Piano di riequilibrio finanziario e deve fare i conti con oltre 12 milioni di euro di debiti da risanare. Un dettaglio che, nella nota diffusa dalla maggioranza, sembra quasi finire sullo sfondo.

Il comunicato nasce con l’obiettivo di tranquillizzare i cittadini sugli effetti economici legati alla discarica di Santa Lucia e ai due contenziosi che coinvolgono il Consorzio Piomba-Fino. Il primo, relativo al cosiddetto “post mortem”, si è chiuso con un esito sfavorevole. Ma i quattro partiti spiegano che il Comune aveva già previsto accantonamenti per circa 184 mila euro tra il 2025 e il 2026 e che, attraverso l’inserimento della somma nel Piano economico finanziario, sarà possibile liberare circa 120 mila euro senza mettere in discussione gli equilibri di bilancio.

Una gestione prudente, secondo la maggioranza. Una partita contabile, secondo i critici. In un Comune alle prese con un Piano di riequilibrio, anche la capacità di ricollocare risorse può diventare un elemento da rivendicare come risultato amministrativo.

La nota insiste poi sulle tariffe, annunciando variazioni contenute: una riduzione massima del 4,67% e un aumento massimo del 2,06%. Un risultato che i partiti di maggioranza attribuiscono alla razionalizzazione della spesa e all’incremento delle utenze, presentandolo come la conferma della solidità della gestione.

Resta poi il secondo contenzioso, quello potenzialmente più pesante. L’eventuale esposizione per il Comune viene stimata in circa 1,3 milioni di euro, ma – secondo quanto dichiarato dalla maggioranza – oltre il 90% della somma sarebbe già coperto attraverso accantonamenti e crediti vantati nei confronti del Consorzio. Anche nello scenario peggiore, dunque, il quadro viene descritto come sostenibile.

Il passaggio più significativo arriva però alla fine del comunicato, quando i partiti di maggioranza affermano di voler continuare il confronto “sui fatti, sugli atti amministrativi e sui numeri”, lasciando intendere che il resto appartenga al terreno della propaganda.

Ed è proprio qui che la nota rischia di produrre un effetto paradossale. Perché se il criterio del confronto devono essere davvero i numeri, allora ce n’è uno che non può essere ignorato: oltre 12 milioni di euro di debiti ancora da risanare nell’ambito del Piano di riequilibrio finanziario.

Numeri, appunto. Gli stessi richiamati dalla maggioranza come metro oggettivo del dibattito. Ma i numeri hanno una caratteristica particolare: non seguono le interpretazioni politiche e non cambiano a seconda del comunicato di turno. Raccontano che i contenziosi sulla discarica rappresentano una questione importante, ma anche che si inseriscono in una situazione finanziaria più ampia e complessa.

La politica, naturalmente, vive anche di prospettive diverse. C’è chi guarda al bicchiere mezzo pieno e chi a quello mezzo vuoto. Ad Atri, però, il confronto sembra riguardare anche un’altra domanda: quanto spazio resta nel bicchiere quando sul tavolo rimane una montagna di debiti superiore ai 12 milioni di euro?

L’invito della maggioranza a discutere sui dati può essere raccolto. A patto che sul tavolo vengano messi tutti i numeri: quelli positivi, quelli rassicuranti, ma anche quelli più difficili da spiegare. Anche quelli meno comodi.

 

NB – L’immagine di copertina è stata generata dall’IA